Giovedì, 5 Agosto 2021
Città Agrigento

Marea anomala a Lampedusa: il marrobbio affonda barche e pescherecci

"E' un disastro, uno tsunami", dice il sindaco di Lampedusa Giusi Nicolini. "Sono affondati la vita e i sacrifici fatti dai pescatori", conclude amara

Pescherecci e barche da diporto, a Lampedusa, dopo il marrobbio (FOTO MAURO BUCCARELLO)“

Nottata di inferno a Lampedusa dove si è registrato il fenomeno del marrobbio, ossia la rapida variazione del livello marino, dovuta all'accumulo di acqua presso le coste provocato dal vento. Due pescherecci e alcune piccole imbarcazioni da diporto sono state affondate ed una motovedetta dei carabinieri è rimasta danneggiata. 

Le gigantesce onde hanno danneggiato anche i pontili dove erano ormeggiati pescherecci e natanti da diporto. Ad essere colpito è stato l'altro lato del modo Favarolo e non il ponte dove approda il traghetto di linea: pertanto i collegamenti non sono compromessi. 

La Guardia costiera e gli stessi militari dell'Arma, al lavoro già durante la notte con le pompe, sono riusciti a salvare la motovedetta dei carabinieri dove si era aperta una falla. Il marrobbio sembra ora essersi spostato verso Levante. Erano da circa vent'anni che non si verificava un fenomeno naturale del genere. 

"E' un disastro. E' come se ci fosse stato un piccolo tsunami, tutte le barche si sono alzate. Già stanotte ho avvisato la Prefettura di Agrigento ed ho chiamato il presidente della Regione che sta convocando la Protezione civile. Siamo di fronte ad una calamità naturale seria", ha detto il sindaco di Lampedusa, Giusi Nicolini, commentando quanto è accaduto al porto nuovo dell'isola. "C'è stato un vento fortissimo, una sorta di tromba d'aria - racconta Nicolini - si sono alzate le onde e l'acqua è arrivata fino al campo sportivo. C'è bisogno di aiuto, di riportare all'asciutto i pescherecci affondati e di controllare tutti gli altri. Sono affondati la vita ed i sacrifici fatti dai pescatori". 

Il presidente del consorzio perscatori di Lampedusa, Totò Martello, ha scritto su Facebook: "Molti danni, molte barche affondate. Famiglie rovinate. Per noi è un momento triste. Per i pescatori di Lampedusa è un dramma.

L'arcivescovo di Agrigento, don Francesco Montenegro, ha già chiamato il sindaco delle Pelagie per offrire il proprio aiuto. Nicolini ha chiesto a Montenegro di "sostenere le richieste di aiuto dell'isola". 

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