Mercoledì, 21 Aprile 2021

Perché Massimo Carminati esce dal carcere

Uno dei principali protagonisti dell'inchiesta Mafia capitale lascerà oggi il carcere di Oristano in cui era recluso e torna libero. Potrà fare ritorno al proprio domicilio; dopo tre rigetti da parte della Corte d'Appello, l'istanza di scarcerazione per scadenza dei termini di custodia cautelare, con il meccanismo della contestazione a catena, è stata accolta

Un momento del processo in una foto d'archivio

Massimo Carminati uno dei principali protagonisti dell'inchiesta Mafia capitale lascerà oggi il carcere di Oristano in cui era recluso e torna libero. Potrà fare ritorno al proprio domicilio; dopo tre rigetti da parte della Corte d'Appello, l'istanza di scarcerazione per scadenza dei termini di custodia cautelare, con il meccanismo della contestazione a catena, presentata dagli avvocati Cesare Placanica e Francesco Tagliaferri, è stata accolta dal Tribunale della Libertà.

Era detenuto dal 4 dicembre 2014. Carminati esce così dal carcere dopo 5 anni e 7 mesi di detenzione. "Siamo soddisfatti che la questione tecnica che avevamo posto alla Corte d'Appello e che tutela un principio di civiltà sia stata correttamente valutata dal Tribunale della libertà" dice all'Adnkronos l'avvocato Cesare Placanica, che insieme all'avvocato Francesco Tagliaferri difende Massimo Carminati, che oggi tornerà libero lasciando il carcere di Oristano.

La sentenza della Cassazione risale a ottobre. Per l'ex Nar Carminati e per Buzzi, presidente della cooperativa 29 giugno, ci sarà un processo d'appello bis per il ricalcolo delle pene alla luce del declassamento del reato in "associazione a delinquere". La sentenza di Appello dell'11 settembre 2018 aveva invece ribaltato il primo grado (che non aveva riconosciuto le accuse di mafia): Carminati, all'epoca, fu condannato a 14 anni e mezzo, l'ammontare complessivo delle pene per i 43 imputati, otto dei quali assolti, aveva raggiunto quasi i 200 anni di carcere.

La scorsa settimana la Suprema Corte aveva pubblicato le motivazioni della sentenza dell'inchiesta Mondo di Mezzo ripercorrendo le fasi del processo ed escludendo il carattere mafioso dell'associazione contestata agli imputati e riaffermando l'esistenza, già ritenuta nel processo di primo grado, di due distinte associazioni per delinquere semplici "l'una dedita prevalentemente a reati di estorsione, l'altra facente capo a Buzzi e Carminati, impegnata in una continua attività di corruzione nei confronti di funzionari e politici gravitanti nell’amministrazione comunale romana ovvero in enti a questa collegati".

Secondo il senatore di Forza Italia Francesco Giro "la liberazione di Carminati è l'ultimo tassello del 'fallimento capitale' del teorema 'Mafia capitale'. Oggi si rende palese che per contrastare la criminalità, anche la più efferata, occorre applicare la legge e non stravolgerla con teoremi giudiziari assurdi che alla fine colpiscono i diritti di tutti, di una intera comunità civile ed umana, regole comuni e affetti familiari. In questa vicenda di Mafia capitale Roma e i romani ne sono usciti a pezzi. E ora continuo a chiedermi: chi paga? E non metaforicamente ma in euro! Chi paga? Immagino e temo...nessuno".

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