Sabato, 27 Febbraio 2021
Roma

Matilde Ciarlante arrestata a Roma: era nell’elenco dei 100 latitanti più pericolosi d’Italia

In fuga dal 2014, la donna è stata fermata nel centralissimo quartiere Prati

Foto di repertorio Ansa

È stata arrestata a Roma Matilde Ciarlante, inserita nell’elenco dei cento latitanti più pericolosi d’Italia. La donna è stata fermata in zona Prati, mentre passeggiava come una cittadina qualunque. Alla richiesta di esibire i documenti, ha mostrato dei falsi ed è stata individuata, arrestata, processata per direttissima e condotta nella casa circondariale di Rebibbia.

Latitante dal 2014, Matilde Ciarlante era riuscita finora a sottrarsi a due ordini di esecuzione pena emessi nel 2014 dalla Procura della Repubblica di Roma e nel 2017 dalla Procura Generale della Corte di Appello di Napoli, a seguito di altrettante condanne, rispettivamente, a 6 anni e 10 mesi di reclusione per il reato di impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita e 4 anni e 5 mesi di reclusione per associazione di tipo mafioso. 

Ciarlante è la vedova di Giuseppe Cillari, morto nel 2002, “che vantava un lungo curriculum criminale essendo stato affiliato, dapprima, alla Nuova Camorra Organizzata, consorteria facente capo a Raffaele Cutolo, e, successivamente, al boss campano Pasquale Galasso, per poi diventare "alleato" di Enrico Nicoletti, storico cassiere della Banda della Magliana. Una volta divenuto collaboratore di giustizia, Pasquale Galasso, di cui Cillari era stato per diversi anni uomo di assoluta fiducia, ha rilasciato dichiarazioni accusatorie nei confronti dei due coniugi”, ricostruiscono gli inquirenti. 

Matilde Ciarlante arrestata a Roma

La donna è stata localizzata nella serata del 25 gennaio nel quartiere Prati, nei pressi dello studio professionale di un suo parente. Una volta fermata, in un ulteriore tentativo di sottrarsi alla cattura, Ciarlante ha esibito un documento di riconoscimento che è risultato poi falsificato e ha fornito dati anagrafici non veritieri. Pertanto, su disposizione della locale Procura della Repubblica, la Ciarlante è stata tratta in arresto dai militari del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Roma per essere sottoposta a processo per direttissima nella mattinata del giorno successivo davanti al Tribunale di Roma, concluso con il patteggiamento di una pena di 2 anni di reclusione per i reati di possesso e fabbricazione di documenti di identificazione falsi e false dichiarazioni sulla identità. Quindi l'ex latitante è stata portata a Rebibbia, per scontare tutte le condanne pendenti.

La cattura trae origine dallo sviluppo investigativo di un'informazione acquisita dagli specialisti del Gico del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria sulla possibile presenza a Roma della donna.  

Il prefetto di Roma Matteo Piantedosi si è complimentato con il Comandante Provinciale della Guardia di Finanza di Roma, generale Paolo Compagnone, per i brillanti esiti dell'operazione 'Ultima Fermata', che ha condotto all'arresto di Matilde Ciarlante: “L’importante risultato è il frutto dell'impegno che le donne e gli uomini della Guardia di Finanza, unitamente a tutte le Forze dell'ordine, quotidianamente dedicano per garantire la sicurezza dei cittadini romani".

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