Venerdì, 26 Febbraio 2021
Lecce

Mauro Romano: la svolta nelle indagini sul bimbo scomparso nel nulla a Racale

La sua storia è stata raccontata per anni da Chi l'ha visto? ed è stata seguita con la massima attenzione da LeccePrima: un barbiere in pensione, 79 anni, rischia concretamente di finire sotto processo. Il piccolo svanì in un giorno d'estate del 1977

Forse è a una svolta il caso del piccolo Mauro Romano, scomparso a soli 6 anni nel lontano 21 giugno del 1977 da Racale. La sua storia è stata raccontata per anni da Chi l'ha visto? ed è stata seguita con la massima attenzione da LeccePrima. Proprio il quotidiano online dà in anteprima una importante notizia di sviluppi nelle indagini. Sono passati tanti anni, ma i genitori del piccolo Mauro, ormai anziani, non hanno mai smesso di cercare la verità: che cosa accadde in quel giorno di inizio estate nel paese in provincia di Lecce?

Mauro Romano scomparso nel nulla a 6 anni nel 1977

La novità, grossa, è che Vittorio Romanelli, barbiere in pensione di Racale, 79 anni, rischia concretamente di finire sotto processo per sequestro di persona nel cold case, scrive Emilio Faivre su LeccePrima. Il suo nome non è certo una novità. Era già emerso negli anni precedenti. A inizio anno la riapertura del fascicolo e un nuovo impulso alle indagini. 

Romanelli ha ricevuto l’avviso di conclusione delle indagini preliminari del sostituto procuratore Stefania Mininni, che s’è avvalsa del Nucleo investigativo dei carabinieri di Lecce per tutti i riscontri. Il suo nome era stato iscritto nel registro degli indagati alla fine di agosto. Ora, terminata la raccolta delle prove, sembra che vi siano elementi più che sufficienti per attribuire una sua partecipazione almeno alla fase iniziale della vicenda che portò alla scomparsa nel nulla, come se si fosse letteralmente volatilizzato, del bimbo di Racale, figlio di Bianca Colaianni e Natale Romano. Una coppia provata da un dolore indicibile, eppure mossa da una tenacia irriducibile. I genitori, in tutti questi anni, non hanno mai smesso di cercare la verità sulla sorte di Mauro.

Le contestazioni a carico di Romanelli non si discostano molto da quanto già sospettato nel passato. La differenza, oggi, la fanno probabilmente gli elementi in mano alla Procura, che dovrebbero essere più solidi. 

Le accuse, tutte eventualmente da provare, sarebbero pesantissime e implicherebbero un piano più complesso, dato che a lui non è attribuita la scomparsa ultima e nemmeno il più che probabile decesso del piccolo Mauro Romano. Certo è che i genitori, in quei giorni, erano partiti a Poggiomarino, in provincia di Napoli per i funerali del papà di Natale. Mauro, così, era stato affidato alla cura dei nonni materni.

Secondo quanto ritengono gli inquirenti, Mauro stava giocando con altri bambini in un cortile accessibile a tutti, nei pressi di via Immacolata, e a quel punto sarebbe arrivato Romanelli con un motocarro Ape. Lo avrebbe prelevato, portandolo verso una zona di campagna a Castelforte, nei pressi di Taviano, dove aveva una seconda residenza. Quella usata soprattutto d’estate. Qui, il piccolo Mauro, evidentemente non nutrendo alcun timore particolare (Romanelli doveva essere un volto noto, in casa, proprio per via dell’amicizia con la famiglia) avrebbe iniziato a giocare con il figlio di Romanelli, Sergio. E questi, poco dopo, avrebbe assistito al rapimento di Mauro. A prenderlo e portarlo via, chissà dove, sarebbero stati altri due uomini.

I punti interrogativi sulla scomparsa di Mauro Romano

A febbraio era stato arrestato Antonio Scala, un uomo di 70 anni di Taviano, le cui vicende s’intrecciano da sempre con quelle di Mauro Romano. Scala è finito in carcere per una più recente storia di attenzioni morbose nei confronti di ragazzini, alcuni persino al di sotto dei 14 anni. Le accuse: violenza sessuale continuata ai danni di minorenni e produzione di materiale pedopornografico.

E' lo stesso uomo che in quegli anni, qualche tempo dopo la scomparsa del piccolo Mauro, fu condannato per un tentativo di estorsione ai danni dei genitori. Ricevettero richieste di riscatto per 30 milioni delle vecchie lire. Una volta scoperto, riferì di disporre di informazioni suil nascondiglio dove sarebbe stato tenuto il bimbo, sempre in località Castelforte, sulle serre salentine. Oltre 40 anni di misteri

Quella di queste ore è la prima svolta, forse la più decisa in assoluto da quando si indaga sul caso, ormai da 43 anni, con brusche frenate, archiviazioni e riprese. Ma restano tanti punti di domanda, pagine oscure, episodi incomprensibili.

Come quando, nel gennaio del 2015, da una cassaforte in casa dei genitori di Mauro furono rubati cinque orologi svizzeri, ma, soprattutto, la copia del fascicolo d’inchiesta e una lettera al figlio scomparso, in cui la donna riferiva quella che, secondo lei, era la verità sui fatti. Con circostanze, nomi e cognomi delle persone che a suo avviso potevano essere coinvolte. Il ladro aveva trovato il quaderno in cui erano riportate le parole. Aveva strappato i fogli “incriminanti”, rimettendolo poi a posto.

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