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Martedì, 7 Febbraio 2023
Città Milano

Il medico aggredito con un'accetta è morto

Giorgio Falcetto, medico di 76 anni del Policlinico di San Donato Milanese, era stato aggredito e ferito a colpi di accetta nel parcheggio dell'ospedale

Giorgio Falcetto, il medico 76enne del del Policlinico di San Donato Milanese aggredito e ferito alla testa con un'accetta, è morto in seguito alle ferite riportate. L'uomo si trovava ricoverato in coma farmacologico all'ospedale San Raffaele, nel reparto di terapia intensiva. Come riporta MilanoToday, Falcetto era stato trasportato immediatamente al San Raffaele, dove era stato sottoposto a un delicatissimo intervento neurochirurgico, Falcetto - originario di Biella e laureato nel 1970 a Torino - si è spento nella serata di mercoledì. Le sue condizioni erano date già in peggioramento nel pomeriggio e alla fine non c'è stato nulla da fare: troppo gravi le ferite causate dai due colpi di accetta ricevuti alla testa.

L'aggressione e il sospettato: il racconto

L'uomo sospettato di averlo aggredito è un pregiudicato di 62 anni, che è stato individuato e bloccato dai Carabinieri a Rozzano, in provincia di Milano, mentre stava per salire a bordo della sua auto. Il 62enne è stato portato nella caserma della compagnia di San Donato. L'arma usata per il ferimento, un'ascia o un machete, non è stata al momento trovata.

L'uomo ha raccontato di essere andato in ospedale perché non si sentiva bene - anche se non risulta nessun suo accesso al pronto soccorso - e di aver discusso con Falcetto all'esterno del pronto soccorso perché lo aveva riconosciuto come il medico che qualche mese fa lo aveva curato proprio lì in ospedale. L'omicida gli avrebbe rinfacciato delle cure secondo lui non andate a buon fine, ma neanche su questo presunto contatto tra vittima e killer sembra ci siano atti o documenti ufficiali. 

Dopo il primo litigio, il 62enne sarebbe risalito sulla sua Alfa 147 - che si trovava in una zona in realtà interdetta alle auto - e in retromarcia avrebbe centrato la Chevrolet Aveo bordeaux del dottore, che era stata lasciata momentaneamente in divieto di sosta, su una striscia gialla, poco prima dell'ingresso riservato alle ambulanze. L'assassino agli investigatori ha giurato di non averlo fatto volontariamente, come se si fosse trattato di un normale incidente.

A quel punto - e qui la ricostruzione del fermato coincide con quella di alcuni testimoni ascoltati dai militari - i due avrebbero discusso e il 62enne avrebbe estratto l'accetta dalla sua macchina colpendo il medico, che era in pensione ma continuava a lavorare a contratto in studi privati di Biella e per il pronto soccorso del Policlinico. Per poi scappare. I carabinieri lo hanno trovato proprio a Rozzano: hanno individuato la sua macchina, lo hanno atteso e poi lo hanno bloccato. A investigatori e inquirenti ha spiegato di essere andato a fare una passeggiata. L'arma del delitto è poi stata trovata nella cantina di casa sua, in via Curiel. 

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