rotate-mobile
Lunedì, 29 Novembre 2021
Città Torino

Ha la casa popolare, ma manca un cavillo: Michele vive su una panchina

La storia di un uomo che vive da due settimane su una panchina a Torino, in attesa di poter accedere al suo appartamento popolare

TORINO - Dorme nel parco, mangia nel parco, passa ore e ore nel parco. In altre parole, ci vive. Michele Lo Verde, 61 anni, si trova da due settimane al giardino Natale Re a Mirafiori. E' in attesa di una casa popolare e quell'angolo di verde tra i palazzoni anni '60 è diventato la sua casa.

UN CAVILLO BUROCRATICO - Michele aspetta che si sblocchi la pratica burocratica per poter accedere ad un appartamento in via Ghedini, in zona Barriera di Milano, dall'altra parte della città. Per avere un tetto sopra la testa che per ora è soltanto un miraggio. Il problema inizia quando Michele, che da mesi viveva all’addiaccio, riesce ad ottenere una casa popolare. Un appartamento modesto, ma meglio che niente. Ma, per poter completare le pratiche, bisogna attestare che la sua condizione sia effettivamente di estremo disagio: Michele aveva infatti detto di passare gran parte del tempo ai giardini Re, che erano praticamente la sua casa.

Partono i controlli di rito, ma di Michele nessuna traccia. Più volte la polizia si reca al giardino, senza trovarlo. Lui si difende: "Non posso certo vivere ventiquattro ore su ventiquattro su questa panchina – si sfoga – devo andare a mangiare, o andare in bagno. O ancora devo comprare le mie medicine”. Fatto sta che i controlli sono stati negativi: a Michele è stata data più di una possibilità, ma per circa una decina di volte non è stato trovato; ergo non sembra vivere al giardino dove aveva dichiarato; e dunque niente casa popolare.

L'ATTESA - Michele però continua ad aspettare una casa. Non sapendo se i controlli torneranno, lui rimane ai giardini, ligio al dovere: non si muove da due settimane, e passa il suo tempo su quella panchina dove aveva detto di vivere; quattro assi di legno sotto il solleone, e come unico rinfresco un toret. Per lui, che soffre di ipertensione arteriosa, la vita è sempre più difficile. “In questi giorni ci sono quasi 40 gradi: devo rischiare di andare in ospedale?”. In ospedale per ora no, ma ci è andato vicino: qualche giorno fa si è sentito male ed è stato soccorso dall’ambulanza. In attesa che la sua situazione si sblocchi, però, lui rimane al suo posto: nella speranza che avere una casa non sia un miraggio di questa calda estate. (da TorinoToday)

BASTA UN FIGLIO PER ESSERE POVERI

CRISI LONTANA DAI BANCHI DI MONTECITORIO

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Ha la casa popolare, ma manca un cavillo: Michele vive su una panchina

Today è in caricamento