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Giovedì, 22 Febbraio 2024
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Milano, ragazza muore di meningite: profilassi su 150 studenti della Statale

Procedura di controllo in corso all'ospedale Niguarda per capire il tipo di meningococco che l'ha uccisa a soli 24 anni: è la seconda vittima del batterio mortale dopo una coetanea di Ferrara. Anche lei frequentava la Statale. Ma i medici frenano: "Nessun allarme"

MILANO - Sono 150 le persone coinvolte dalla procedura di profilassi contro la meningite che sta interessando il dipartimento di chimica dell'Università Statale di Milano: qui studiava la ragazza di 24 anni morta all'ospedale Niguarda. E sempre alla Statale studiava Alessandra Covezzi, anche lei 24enne, uccisa a luglio dallo stesso batterio. Per questo è scattato l'allarme.

PROFILASSI IN CORSO - Questa mattina una squadra di medici e assistenti sanitari dell'Ats, la ex Asl, di Milano, è andata sul posto, in via Golgi: prima di iniziare la profilassi, che consiste nell'assunzione di una dose di antibiotico, si è tenuta un'assemblea pubblica con studenti e professori per dare loro tutte le spiegazioni tecniche del caso. Un'altra profilassi è invece in atto al Niguarda sulle persone che sono venute lì a contatto con la studentessa morta, ma anche altri che hanno avuto contatti con lei e di conseguenza sono andate in ospedale.

GLI ESAMI - Gli esami sono in corso per capire da che tipo di meningococco sia stata colpita la studentessa morta al Niguarda: se sia di tipo C, come quello che aveva causato la morte di una sua coetanea che studiava nella stessa facoltà lo scorso luglio.

"NESSUN ALLARME" - "La dose di antibiotico che stiamo somministrando con la profilassi è sufficiente per chiudere il discorso e bonificare la gola dall'eventuale presenza del batterio" ha spiegato ad askanews Giorgio Ciconali, direttore dei servizi igiene dell'Ats di Milano città metropolitana. Per ora la profilassi è in atto solo al dipartimento di Chimica dell'università Statale, ma un altro gruppo di esperti dell'Ats sta studiando le abitudini extra scolastiche della ragazza per capire se e come qualcun altro sia a rischio contagio.

IL RISCHIO CONTAGIO - Per essere esposti al contagio, ha chiarito il dottor Ciconali, bisogna avere avuto dei contatti "prolungati e stretti" con chi si è ammalato: "Non basta aver frequentato la stessa stanza dove ha soggiornato ma bisogna averci parlato viso a viso o quasi" ha detto. È importante dunque spiegare bene la reale portata del rischio a chi è coinvolto: questo è il senso dell'assemblea pubblica che si è svolta questa mattina in facoltà.

"CASI NON COLLEGATI" - Per quanto riguarda la possibilità che i due casi delle due studentesse della stessa facoltà morte di meningite, quello di adesso e quello di luglio, siano collegati tra loro, Ciconali ha spiegato che non si può escludere: "E' abbastanza curioso - ha detto - che due ragazze della stessa età e facoltà abbiano la stessa malattia, ma non ci sono elementi per collegare i due casi. E' anche vero che sono passati mesi e il periodo del contagio è di 10 giorni quindi al momento non ci sono elementi per dirlo. Si sta studiando per capire anche questo".

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