Domenica, 17 Gennaio 2021
Napoli

Morire di cancro in piena pandemia: "Mio padre è stato lasciato solo, nessuno merita di finire così"

I familiari di un 59enne ucciso da una neoplasia maligna raccontano il senso di abbandono vissuto in questi mesi: "Con l'emergenza Covid la sanità ha messo in secondo piano le malattie ordinarie"

Foto di repertorio

La morte di un familiare, il senso di abbandono da parte delle istituzioni sanitarie. È quanto ha vissuto in questi mesi la famiglia di un signore napoletano di 59 anni, scomparso di recente a causa di un cancro ai polmoni, male comparso nel pieno della pandemia di coronavirus.

La drammatica vicenda di Rosario (nome di fantasia) ha inizio sei mesi fa, come raccontano i familiari a NapoliToday. L’uomo lamenta un forte dolore ad un braccio, ma nessuna ambulanza è disponibile perché in casi del genere "si dà precedenza a chi ha febbre o sintomi riconducibili al Covid". Quando riesce finalmente ad ottenere una radiografia, Rosario scopre di avere una macchia polmonare e gli viene richiesto un tampone, temendo possa trattarsi di Covid-19. L’uomo va invece da un pneumologo privato. Il risultato della Tac è quello temuto: ha una neoplasia maligna.

Quello che i familiari dell'uomo raccontano è, da qui in poi, un calvario. Nonostante le crisi respiratorie sempre più gravi cui è soggetto, il 59enne viene respinto prima al San Paolo e poi al Fatebenefratelli, dove sarebbero potuti essere accettati soltanto sintomatici Covid. Proprio all'esterno del Fatebenefratelli l'uomo viene soccorso da un'ambulanza, e i medici viste le sue condizioni decidono di trasferirlo al Cardarelli. Lì, viene immediatamente dimesso.

"Sapete che ha vostro marito..."

Rosario resterà a casa per sei mesi, fino alla fine. I parenti raccontano che il medico di famiglia – il quale già non può visitare a domicilio vista l'emergenza – è "assente", ed evita videochiamate ("Non so usare WhatsApp"). Capita vengano consegnate bombole di ossigeno del tipo sbagliato (gassoso anziché liquido), addirittura la moglie del 59enne deve subire lamentele per l'eccessiva richiesta, perché "sapete che ha vostro marito...".

Arriva una crisi ancora più grave, ma il personale del 118 intervenuto sconsiglia di portare il paziente al San Paolo: "Finirebbe insieme ai pazienti Covid, sarebbe il colpo di grazia per un malato di tumore ai polmoni". "Mio padre poteva essere salvato – racconta la figlia di Rosario. – ma in ogni caso nessuno merita di finire in questo modo, lasciato a morire solo e senza alcun tipo di aiuto". La moglie del Signor B. ha sottolineato la sua consapevolezza che l'epidemia da Covid è un evento gravissimo, ma anche che la sanità campana non è attrezzata: le malattie "ordinarie" sono da mesi state poste "in secondo piano". Le drammatiche conseguenze, sono sotto ai nostri occhi.

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