Muore in ospedale dopo la puntura di una zanzara

La donna, pensionata, ha contratto la febbre del Nilo. Ma è un caso rarissimo

La zanzara che trasmette la febbre del Nilo

Non ce l'ha fatta Annamaria Dan, 75enne di Chieri (Torino) morta la notte scorsa nell'ospedale cittadino a causa della febbre del Nilo trasmessa dalla puntura di una zanzara. Il virus è stato contratto a Chieri: la donna, infatti, non si è mai allontanata dalla cittadina piemontese, a causa delle sue condizioni di salute non buone. Il suo fisico, già debilitato da un trapianto di rene avvenuto lo scorso gennaio, non ha retto alla patologia che soltanto in casi rarissimi risulta mortale.

Muore in ospedale dopo la puntura di una zanzara: ha contratto la febbre del Nilo

La donna aveva avvertito i primi sintomi dieci giorni prima del decesso: mal di testa e tremori. Poi era arrivata la febbre alta che aveva portato i medici a chiedere il ricovero all'ospedale Maggiore. Era stata anche alcuni giorni in coma farmacologico.

Secondo gli esperti, è molto difficile contrarre questa malattia tropicale, portata da una zanzara: il virus non si trasmette da una persona all'altra con il semplice contatto con chi è infetto. Il morbo non è mortale, se non in casi rarissimi. Si tratta del secondo caso di contagio da febbre del Nilo in provincia di Torino, a distanza di poco più di un mese. L'altro caso si era verificato a luglio, con vittima una 62enne di Poirino che se l'era cavata con qualche giorno di ricovero in ospedale.

Cos'è la febbre del Nilo

La febbre "West Nile" è una malattia provocata dal virus West Nile (West Nile Virus, Wnv), un virus della famiglia dei Flaviviridae isolato per la prima volta nel 1937 in Uganda, appunto nel distretto West Nile (da cui prende il nome). Il virus è diffuso in Africa, Asia occidentale, Europa, Australia e America. I serbatoi del virus sono gli uccelli selvatici e le zanzare (più frequentemente del tipo Culex), le cui punture sono il principale mezzo di trasmissione all’uomo. Altri mezzi di infezione documentati, anche se molto più rari, sono trapianti di organi, trasfusioni di sangue e la trasmissione madre-feto in gravidanza. Come detto, la febbre West Nile non si trasmette da persona a persona tramite il contatto con le persone infette. Il virus infetta anche altri mammiferi, soprattutto equini, ma in alcuni casi anche cani, gatti, conigli e altri. Il periodo di incubazione dal momento della puntura della zanzara infetta varia fra 2 e 14 giorni, ma può essere anche di 21 giorni nei soggetti con deficit a carico del sistema immunitario.

La maggior parte delle persone infette non mostra alcun sintomo. Fra i casi sintomatici, circa il 20% presenta sintomi leggeri: febbre, mal di testa, nausea, vomito, linfonodi ingrossati, sfoghi cutanei. Questi sintomi possono durare pochi giorni, in rari casi qualche settimana, e possono variare molto a seconda dell’età della persona. Nei bambini è più frequente una febbre leggera, nei giovani la sintomatologia è caratterizzata da febbre mediamente alta, arrossamento degli occhi, mal di testa e dolori muscolari. Negli anziani e nelle persone debilitate, invece, la sintomatologia può essere più grave. I sintomi più gravi si presentano in media in meno dell’1% delle persone infette (una persona su 150), e comprendono febbre alta, forti mal di testa, debolezza muscolare, disorientamento, tremori, disturbi alla vista, torpore, convulsioni, fino alla paralisi e al coma. Alcuni effetti neurologici possono essere permanenti. Nei casi più gravi (circa uno su mille) il virus può causare un’encefalite letale.

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