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Lunedì, 6 Dicembre 2021
Il Caso

Simona Riso, prima di morire tanti sms: poi due ore di mistero

Le indagini si concentrano sui cellulari e sul tablet della ragazza. Al vaglio la posizione di un coinquilino della giovane: non era in casa quando il corpo di Simona è stato ritrovato

ROMA - Da un lato le indagini, le ipotesi e le accuse. Dall'altro una realtà dalla quale non sembrano emergere elementi in grado di tingere di giallo il caso. La morte di Simona Riso resta un mistero. Il pubblico ministero Pisani e il procuratore aggiunto indagano ancora per omicidio volontario contro ignoti. 

Pare che siano state ascoltate già tre persone: il cugino di Simona, Francesco Stagno, che per primo ha parlato di farmaci e depressione della parente avvalorando l’ipotesi del suicidio, e la coppia di fidanzati francesi, studenti a Roma per l’Erasmus, che condividevano l'appartamento di via Urbisaglia con Simona. Quando alle 9.15 di mercoledì scorso i carabinieri hanno suonato alla porta, in casa c'erano solo Stagno e la ragazza francese che facevano colazione ignari che Simona fosse morta e da ore il palazzo fosse in subbuglio.

Quello che più ha stupito gli agenti, però, è stata l'assenza del ragazzo francese. Sembra fosse uscito per andare in università, ma a che ora? Possibile che non si sia accorto del corpo di Simona, degli agenti e dei soccorritori? Strano. 

Da lunedì, intanto, la certezza pare essere quella della morte causata dalla caduta. La risposta alla domanda se si tratti di omicidio, suicidio o incidente sta tutta in un lasso di tempo, quello che va dalle 4.46 alle 6.40. Cosa è successo in quelle due ore? Le risposte gli inquirenti le cercano dal cellulare e dal tablet della vittima. Da indiscrezioni sembra che Simona abbia passato tutta la notte a messaggiare. Ma, per ora, si sa poco altro.

A finire sotto la lente d'ingrandimento saranno due telefonini, l'utilizzo di un tablet per i quali era adattabile una sim trovata in tasca della vittima, tabulati telefonici, un computer, l'esame del posto di lavoro e la ricostruzione di quanto accaduto nei due giorni precedenti il fatto. Un elemento emerso in questo ore è che la Riso, cameriera in un hotel, il 29 ottobre scorso aveva usufruito del giorno di riposo.

Da questi esami si cercano riscontri per avallare l'ipotesi di omicidio oppure per virare nuovamente verso il suicidio. Al momento nessuna macchia nera emerge dal passato di Simona. Non sicuramente dalla vita sentimentale. L'ultima storia si è conclusa tempo fa e a quanto si apprende questa relazione non appare tuttavia di particolare impegno per la donna.  

Intanto, a San Calogero, il paese di origine di Simona Riso, è ancora vivo il dolore per la morte della ragazza ed in molti sono convinti che la giovane è stata uccisa. I familiari della ragazza sono chiusi nel dolore e nel silenzio ed attendono gli esiti delle indagini in corso da parte degli investigatori di Roma. C'è poi chi va al cimitero per portare fiori e lasciare un messaggio a Simona. Si stanno approntando i preparativi per la fiaccolata in programma per sabato sera organizzata dalla Parrocchia guidata dal don Antonio Purita - molto colpito dalla vicenda - e dai giovani del paese che, proprio in occasione di quel giorno, realizzeranno anche delle magliette con il volto della 28enne. 

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