Domenica, 28 Febbraio 2021
Firenze

Muore a 62 anni dopo una fuga di monossido di carbonio in casa

La tragedia a Firenze. Altre due persone sono rimaste intossicate e ricoverate in ospedale

foto di repertorio Ansa

Un uomo di 62 anni è morto per avvelenamento da monossido di carbonio in un edificio in via di Soffiano, a Firenze. Altre due persone, una donna di 59 anni e un 63enne, sono rimaste intossicate e sono state ricoverate in ospedale.

La tragedia questa mattina. In via Soffiano sono arrivati i vigili del fuoco e i soccorritori del 118. I sanitari hanno provato per oltre un’ora a rianimare il 62enne ma per l’uomo non c’è stato niente da fare. I vigili del fuoco sono al lavoro sul caso, impegnanti in accertamenti per chiarire le cause della formazione e fuoriuscita di gas.

Avvelenamento da monossido di carbonio, un morto e due intossicati a Firenze

Il monossido di carbonio è un gas tossico, incolore, inodore, insapore e non irritante che, senza ventilazione adeguata, può raggiungere concentrazioni elevate, come spiega una scheda del ministero della Salute. Per le sue caratteristiche può essere inalato in modo subdolo ed impercettibile, fino a raggiungere nell’organismo concentrazioni letali. Si produce per combustione incompleta di qualsiasi materiale organico, in presenza di scarso contenuto di ossigeno nell’ambiente. Il CO presente nell'aria degli ambienti confinati proviene principalmente dal fumo di tabacco e da fonti di combustione non dotate di idonea aspirazione (radiatori portatili a kerosene e a gas,caldaie, scaldabagni, caminetti e stufe a legna o a gas). Il monossido di carbonio può anche provenire dall'esterno quando il locale si trova annesso ad un garage o ad un'autofficina o in prossimità di strade con intenso traffico veicolare.

Nelle abitazioni, in condizioni normali, i livelli sono compresi tra 1,5 e 4,5 mg/m3 In presenza di processi di combustione, quali sistemi di riscaldamento e di cottura o di fumo di tabacco, e inadeguata ventilazione, le concentrazioni interne possono superare quelle esterne e raggiungere livelli sino a 60 mg/m3. Durante l’inverno nelle abitazioni possono verificarsi concentrazioni superiori a quelle esterne e livelli di inquinamento elevati si riscontrano più frequentemente in edifici vecchi, specie se abitati da famiglie a basso reddito. 

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