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Sabato, 27 Novembre 2021
Città Roma

Muore dopo due giorni sulla barella del pronto soccorso

E' successo ad Albano (Roma): a perdere la vita il 42enne Massimiliano Querci. La Procura di Velletri, dopo la denuncia della famiglia, ha aperto un'inchiesta per omicidio colposo. L'Asl Roma H si difende

ROMA - Abbandonato due giorni sulla barella del pronto soccorso dell'ospedale di Albano, in provincia di Roma. E' morto così Massimiliano Querci, 42enne della cittadina dei Castelli. Da tempo alle prese con il vizio dell'alcol, Querci il 3 novembre viene portato al San Giuseppe di Albano. Da quel momento, secondo quanto sostiene la famiglia, sarebbe stato lasciato su una lettiga. Solo dopo due giorni dopo sarebbe stato sottoposto al primo controllo che ha accertato una pancreatite acuta. Da qui il trasporto alla Nuova Itor, dove morirà quattro ore dopo l'arrivo. L'Asl Roma H porta avanti una tesi diversa. Proviamo a ricostruire i fatti secondo le due versioni.  

LA DENUNCIA - Alle 6 del 3 novembre Querci viene condotto con l’ambulanza al San Giuseppe a seguito di forti dolori all’addome. Alle otto e mezza Querci viene dimesso. Alle 10 però l’ambulanza lo riporta al San Giuseppe. Qui viene sistemato al Pronto soccorso su una lettiga. Da quel momento, come scrive nella denuncia l’avvocato Petrongolo, passano più di 24 ore prima che al paziente sia rilevata la pressione e il battito cardiaco: succede alle 17 e 51 del 4 novembre. Il mattino del 5 novembre, a seguito di esami, viene disposto il trasferimento in un'altra clinica, dove poco dopo il ricovero trova la morte.

L'ASL ROMA H - La versione dell'Asl Roma H diverge da quella della famiglia. "Il 4 novembre alle 6.10 il paziente ha avuto accesso presso il P.S. Ospedale San Giuseppe di Albano accompagnato dal 118 per epigastralgia. Alle 6.20 visitato dal medico di Pronto Soccorso, richiesti ed effettuati esami ematici. Alle 6.40-6.55 visto il risultato degli esami ematici che mostra pancreatite acuta richieste ed effettuate  Rx diretta addome, Rx torace, TC addome e videat chirurgico,  posizionato sondino naso gastrico, iniziata terapia specifica per pancreatite con foy ev. e antibioticoterapia ev. Alle 8.38  il paziente “rifiuta il ricovero informato più volte dei rischi cui si espone anche letali”. Alle 13.20 il paziente torna in PS con 118 per dolori addominali in pancreatite. Alle 15.26 visitato dal medico e reimpostata la terapia con foy e antidolorifico la notte ore 02.07 visita del medico e continuata terapia endovenosa. Alle 9.48 visitato dal medico (il paziente peraltro riferisce miglioramento clinico) richiesti nuovi esami di controllo effettuata terapia con protezione gastrica e foy. Alle 12.00 viene richiesta una  nuova consulenza chirurgica. Lo specialista riscrive (seconda consulenza) che “il paziente deve essere ricoverato in ambiente medico con possibilità di rivalutazione chirurgica qualora si formino raccolte fluide nelle prossime ore”. Ottenuto il posto letto presso la Nuova Itor, struttura dotata di reparto di medicina e di chirurgia, quindi idonea per il paziente in questione,  si  è accettato il posto letto; il paziente ha accettato il ricovero informato dei rischi cui si esponeva rifiutando nuovamente il ricovero e si è disposto il trasferimento. Il trasferimento è avvenuto a mezzo ambulanza alle ore 15.00 con il paziente in condizioni generali stabili". (da RomaToday)

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