Giovedì, 4 Marzo 2021
Frosinone

"Il vostro caro è morto". Ma lui era vivo e stava facendo colazione in reparto

Il singolare episodio a Sora. I familiari dell'anziano si sono accorti dello scambio di persona dalla foto inviata dall'agenzia funebre

L'ospedale di Sora, foto di repertorio

Sono stati svegliati nel cuore della notte dai carabinieri e informati decesso del loro caro, da giorni ricoverato in ospedale a Sora, e senza possibilità di ricevere visite a causa delle restrizioni anti-Covid. Ma l’anziano defunto, non era il marito, padre e suocero di cui i familiari ignari stavano piangendo la scomparsa. L’uomo dato per morto era infatti vivo e vegeto e nelle stesse ore stava facendo colazione in reparto. A riportare i fatti è FrosinoneToday che spiega come dopo la notizia del decesso, i familiari si stavano già preoccupando di scegliere la bara e procedere alla vestizione. Non solo: la ditta di onoranze funebri avrebbe affisso manifesti di annuncio in tutta Sora.

Sora, piangono la morte del loro caro che però era vivo

I primi dubbi sono arrivati quando la ditta di onoranze funebri ha inviato ai figli ed alla oramai vedova, la foto dell'uomo vestito e sistemato nel talamo viola. Qualche momento di stupore, qualche attimo di perplessità e poi la consapevolezza che quel povero cadavere non era il caro estinto.

La mancanza della ferita da guerra

Per chiarire ogni dubbio la salma è stata spogliata in cerca di una ferita di guerra che avrebbe dovuto attestare l'identità di quell'anima senza pace. E proprio la mancanza di quel taglio, tanto profondo quanto visibile, è stata la prova provata dello scambio di persona.

Le lacrime di dolore sono state così sostituite da quelle di gioia e di sollievo ma se resta l'amarezza, per quell'uomo senza identità e la consapevolezza che un ricovero in un ospedale ai tempi del Covid ti spoglia della dignità. Secondo FrosinoneToday, la chiamata da parte dei militari dell'Arma si era resa necessaria in quanto, a dire dei responsabili del reparto, nessun congiunto aveva lasciato un recapito. Non è chiaro chi abbia commesso materialmente l’errore, sta di fatto che per i familiari dell’anziano la paura è stata pari solo al sollievo provato dopo essersi accorti dell'equivoco.

L'uomo ucciso dal Covid a 49 anni (non aveva altre patologie)

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