Stanca dell'attesa in pronto soccorso, aggredisce la dottoressa a colpi di mozzarelle

E' successo all'ospedale del Mare di Napoli. Sull'episodio indagano i carabinieri

Foto di archivio Ansa

Una dottoressa dell'ospedale del Mare di Napoli è stata aggredita a colpi di mozzarelle da una donna, parente di un paziente, probabilmente innervosita dall'attesa in pronto soccorso. Dopo aver lanciato un contenitore con il cibo che aveva con sé contro il medico del nuovo presidio ospedaliero di Ponticelli - periferia est del capoluogo campano - la donna ha lasciato la struttura sanitaria.

La dottoressa non ha riportato ferite nell'aggressione e ha sporto denuncia. Sull'episodio, avvenuto ieri sera, indagano i carabinieri del quartiere Ponticelli: sono in corso gli accertamenti sulla vicenda.

Il presidente della Federazione degli Ordini dei medici (Fnomceo), Filippo Anelli, esprime "solidarietà e vicinanza alla collega aggredita dalla parente di un ricoverato", sottolineando che una legge per la sicurezza degli operatori sanitari e socio-sanitari, "è un passo avanti importante ma, da sola, non sarà sufficiente a mettere fine a questa piaga che, colpendo gli operatori a livello fisico e psicologico, mina la sicurezza stessa delle cure". Per il numero uno di Fnomceo "occorre, innanzitutto, un ripensamento delle organizzazioni di lavoro, con condizioni e sedi sicure, e dell'intero sistema di cure, in modo da dare risposte alle richieste di salute dei cittadini". Intanto, il disegno di legge con cui si punta ad agire contro il fenomeno delle aggressioni agli operatori è stato "calendarizzato per mercoledì 5 agosto in Aula al Senato", informa Anelli. "Il nostro auspicio è quello di una contestuale approvazione senza modifiche, in modo da avere finalmente strumenti preventivi e dissuasivi dalla violenza contro i medici e gli altri operatori". Fermo restando che, conclude, "occorre soprattutto una rivoluzione culturale, che faccia comprendere ai pazienti come i medici siano dalla loro parte, contro le malattie e a sostegno del servizio sanitario nazionale".

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Sempre più casi di aggressioni ai medici e al personale sanitario in Italia, aggressioni quasi sempre verbali ma che a volte sfociano nella violenza fisica. Secondo un sondaggio del sindacato Anaao Assomed, il 65% dei medici dice di essere stato vittima di aggressioni. Il 66,19% ha subìto aggressioni verbali, il 33,81% ha subìto aggressioni fisiche. La percentuale di chi è stato aggredito sale all'80% per i medici in servizio nei pronto soccorso e al 118.

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