Domenica, 7 Marzo 2021
Cuneo

Santona mummificata, tutta la verità: "La veneravano anche da morta"

Quella della "santona" di Borgo San Dalmazzo è una storia assurda, sulla quale si stanno però dissipando i dubbi, un giorno dopo l'altro

BORGO SAN DALMAZZO (CUNEO) - Domenica scorsa era stata ritrovata mummificata Graziella Giraudo, dentro una stanza ingombra di vecchi mobili. Quella della "santona" di Borgo San Dalmazzo è una storia assurda, sulla quale si stanno però dissipando i dubbi, un giorno dopo l'altro.

In paese tutti ricordano Graziella con affetto e simpatia. C'è chi assicura che la santona riuscì a prevedere esattamente il suo futuro. Un testimone dice di averla vista per l'ultima volta una decina di anni fa : "Graziella era molto malata. Aveva problemi a una gamba. Ha detto che doveva interrompere l’attività. Non ho più avuto suo notizie..."

Sull'edizione odierna della Stampa, l'inviato Niccolò Zancan racconta che la mummia è stata sottoposta a una Tac. Quello che è possibile è che la santona venisse venerata anche da morta. "Non possiamo escludere che sia stata in qualche modo venerata - dice il pm Massimiliano Bolla - ma è un’ipotesi tutta da dimostrare"

Un anziano macellaio dice: "La signora che viveva con la mummia, è venuta qui a comprare molto grasso. Mi è sembrata una richiesta strana". E adesso tutti avanzano terribili supposizioni su quell’ingrediente. «L’avrà usato per la mummia - dicono in molti - per ungerla di sale. Per fare creme casalinghe".

Ma com'è possibile che nessuno si sia mai preoccupato di denunciare la morte di Graziella Giraudo? L'ex marito, i figli, i nipoti. Possibile che nessuno sapesse? Alcuni erano residenti allo stesso indirizzo della mummia. La figlia della santona agli inquirenti dice: "La coinquilina diceva che mamma era partita per un viaggio. Ogni volta che cercavamo notizie più precise, lei ci riceveva sull’uscio dell’appartamento, senza farci entrare".  
 
Da quanto era morta Graziella? Difficile dirlo, per ora. Il medico dice: "Siamo di fronte a un caso di mummificazione naturale, che sicuramente qualcuno ha aiutato".

Scrive La Stampa:

Non sono cose piacevoli a cui pensare. Serve aria, ma aria non troppo calda. Bisogna scacciare le mosche. Togliere le larve. Rifuggire l’umidità. Bisogna pulire la pelle con costanza, fino ad ottenere la corificazione, che è una specie di strato solido, secco e scuro. Bisogna, in definitiva, curare amorevolmente la salma. Qualcuno lo ha fatto. 

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