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Lunedì, 23 Maggio 2022
Città Torino

Agguato a Musy: fermato il presunto attentatore

Si tratta di Francesco Furchì, 50 anni: nelle ultime elezioni comunali si era candidato nella coalizione che sosteneva la candidatura a sindaco di Alberto Musy

TORINO - La polizia di Torino ha arrestato l'uomo che, il 21 marzo 2012, avrebbe sparato ad Alberto Musy (nella foto), consigliere comunale dell'Udc, da allora in coma profondo.

Il fermato si chiama Francesco Furchì, ha 50 anni ed è nato a Ricadi (Vibo Valentia). Presidente dell'Associazione culturale Magna Grecia Millenium, nelle ultime elezioni comunali a Torino era candidato nella lista Alleanza per Torino, che sosteneva proprio la candidatura a sindaco di Musy. Furchì si era candidato nella coalizione che sosteneva Musy ma, secondo quanto riferito dall'Ansa, il movente dell'agguato non è da ricercare in contrasti all'interno dell'Udc. L'uomo avrebbe maturato diversi motivi di risentimento nei confronti dell'avvocato.

IL VIDEO DELL'AGGRESSORE

"Sono riconoscente agli investigatori per il proficuo lavoro svolto nel corso di questi lunghi mesi". Angelica, moglie di Alberto Musy, commenta così la notizia del fermo. "Adesso - aggiunge - aspetto ulteriori sviluppi dall'inchiesta".

TRE POSSIBILI MOVENTI - Fermato questa notte dalla Squadra Mobile di Torino, secondo il procuratore capo Giancarlo Caselli, Furchì "agì con premeditazione e con motivi abbietti". Alla base del gesto ci sarebbe un intreccio di tre moventi, secondo quanto riferiscono dalla Squadra Mobile torinese: un mancato appoggio da parte della vittima con riferimento ad un concorso per una cattedra universitaria a Palermo, la mancata nomina dell'indagato a cariche nel perimetro comunale, dopo che l'indagato aveva profuso il suo impegno nella campagna elettorale di Musy, in corsa per Palazzo Civico a Torino, e infine il mancato impegno di Musy nel reperire investimenti da convogliare in Arenaways. "Si tratta ovviamente delle percezioni soggettive dell'indagato, che ha finito per maturare un solido rancore nei confronti della vittima", ha precisato Caselli.

TUTTI I PARTICOLARI DELL'INDAGINE

L'ATTENTATO DEL 21 MARZO 2012 - Uno sconosciuto, ripreso dalle telecamere, con un casco integrale bianco da motociclista sul capo e un soprabito scuro, si presentò al portone della palazzina di via Barbaroux, nel cuore vecchio di Torino, dove abitava Musy con la moglie Angelica Corporandi d'Auvare e le quattro figlie. Lo sconosciuto s'apposta nel cortile e quando Musy rientra dall'aver accompagnato le bambine a scuola, s'avvicina, scambia con lui poche battute, poi spara. Non lo colpisce subito, ma dopo un inseguimento nel cortile della palazzina. Una volta raggiunto lo scopo, quando vede Musy a terra, il sicario se ne va. Prima di entrare in coma, l'avvocato fa in tempo a dire a un vicino di casa: "E' stato un uomo di 40 anni". Musy è ancora adesso ricoverato in una casa di cura riabilitativa, ma non ha più ripreso conoscenza. (da TorinoToday)

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