Venerdì, 15 Ottobre 2021
CRONACA

Neonata morta, il papà: "Ho perso mia figlia per una cannuccia"

Il racconto del padre della bambina morta a Catania perché gli ospedali erano pieni: "I medici dicevano che forse la piccola aveva ingoiato liquido amniotico. Ci vuole una cannula, diceva uno. E l’altro la cercava senza trovarla"

ROMA - E' un racconto drammatico quello di Andrea Di Pietro, il papà 30enne della piccola Nicole, la neonata morta ieri in un'ambulanza mentre veniva trasferita a Ragusa. I genitori hanno assistito impotenti alla morte della loro figlia nata da poche ore. Il dramma è iniziato dopo il taglio del cordone ombelicale: la piccola non respirava, probabilmente per del liquido amniotico nei polmoni. Serviva una cannula per la disostruzione, ma medici e infermieri non l'hanno trovata, secondo il racconto fatto dall'uomo al Corriere della Sera.

"La bambina dopo il primo vagito non rispondeva, affannata, come non respirasse", racconta il padre. "Che ci fosse una crisi respiratoria si è capito subito. I medici dicevano che forse la bimba aveva ingoiato liquido amniotico. E io a scongiurarli di toglierglielo dai polmoni. Ci vuole una cannula, diceva uno. E l’altro la cercava senza trovarla", aggiunge. Ora i genitori chiedono giustizia, dopo la tragedia immane che li ha colpiti: "Hanno permesso che per una cannuccia morisse mia figlia. Che cos’è? Negligenza, malasanità, strafottenza? Date una risposta. Che diano una risposta assessori e magistrati. E che la diano anche su questi tre ospedali di Catania dove non si trova posto per un’emergenza, per salvare una vita".

La piccola Nicole era nata in una clinica privata di Catania e lì ha avuto alcuni problemi respiratori. Dopo essersi accorti della gravità della situazione i medici hanno deciso di trasferirla all'ospedale della città siciliana, ma non c'erano posti disponibili. La piccola è morta in ambulanza, mentre veniva trasferita a Ragusa. La Procura ha aperto un'inchiesta per accertare eventuali responsabilità mediche e sulla disponibilità di strutture cliniche non adeguate a Catania.

LA NOTA DELLA CLINICA - La casa di cura Gibiino di Catania "respinge fermamente ogni illazione e congettura che in queste ore viene diffusa nei confronti del proprio operato", nell'ambito della morte della piccola Nicole. La clinica si dice certa che "dagli esami autoptici emergerà che il decesso è stato causato da fattori che esulano dall'attività dei medici della struttura, che hanno fatto di tutto per salvare la vita alla neonata" utilizzando "cannule e sondini immediatamente dopo la nascita". "La casa di cura - si legge in una nota della Gibiino di Catania - respinge fermamente ogni illazione e congettura che in queste ore viene diffusa nei confronti del proprio operato. La struttura opera da oltre mezzo secolo ed è accreditata con il Servizio sanitario e pertanto sottoposta a continui e ristretti controlli da parte delle autorità sanitarie competenti".

"La struttura - sottolineano dalla clinica - è in possesso delle cannule e dei sondini per aspirazione neonatale, e immediatamente dopo la nascita tutte le pratiche di aspirazione sono state eseguite correttamente sulla piccola Nicole che poi è stata intubata e trasferita all'ospedale Maria Paternò Arezzo di Ragusa". "Come certamente emergerà dagli esami autoptici - si legge nel documento della clinica - il decesso della piccola è stato causato da altri fattori che esulano dall'attività posta in essere dai medici della struttura che hanno fatto di tutto per salvare la vita della neonata".

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