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Giovedì, 27 Gennaio 2022
Città Agrigento

"Cold case" risolto dopo 25 anni: arrestato il presunto killer di Diego Passafiume

Onesto imprenditore 41enne nel settore del movimento terra, mentre era alla guida della propria auto, era stato colpito a morte da alcune fucilate a Cianciana (Agrigento)

Un "cold case", "caso freddo": così sono indicati oggi, anche grazie a una celebre serie tv Usa, i gialli di cronaca nera archiviati senza soluzione, dimenticati di fronte a emergenze più immediate, ma che all'improvviso vengono riaperti. E risolti.

A distanza di 25 anni dall'omicidio, i Carabinieri di Agrigento ed i Magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo hanno individuato l'esecutore materiale dell'omicidio di Diego Passafiume. L'uomo era stato freddato proprio nel giorno del suo anniversario di matrimonio, il 22 Agosto 1993, a Cianciana, piccolo centro dell'agrigentino. Passafiume, onesto imprenditore 41enne nel settore del movimento terra, mentre era alla guida della propria auto, era stato colpito a morte da alcune fucilate, sparategli da un ignoto, che si era subito dileguato con altri complici, a bordo di un'autovettura. Durante le immediate ricerche, i Carabinieri ritrovarono, in fiamme, l'auto utilizzata dai killer. L'autopsia confermò che l'imprenditore era stato colpito da tre fucilate, di cui una in pieno volto.

Omicidio Passafiume: caso risolto dopo 25 anni

Le indagini si rivelrano subito complicatissime: venne battuta la pista che portava ai subappalti, settore in cui risultava ben inserito Passafiume. Dalle indiscrezioni allora raccolte, era emerso che l'imprenditore non aveva voluto piegarsi alle regole imposte dalle cosche mafiose in ordine alla spartizione dei sub appalti nel settore del movimento terra e del trasporto di inerti. Dopo una prima archiviazione delle indagini, a carico di ignoti, l'inchiesta era stata riaperta grazie anche ad alcune dichiarazioni rese da collaboratori di giustizia.

Non ha mai abbandonato le speranze di trovare i colpevoli il Reparto Operativo di Agrigento e infatti il 'cold case' è stato risolto grazie alla raccolta ed all'incrocio di alcuni indizi raccolti nel tempo. La vera e propria svolta nelle indagini si è avuta nel Luglio del 2017, quando i militari dell'Arma, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, hanno acquisito determinanti indizi di colpevolezza nei confronti di un individuo, sospettato di essere l'esecutore materiale del brutale omicidio.

Decisivi album fotografici

Decisive le foto: grazie ad alcuni album fotografici esibiti ad alcuni parenti della vittima, che all'epoca avevano assistito alla tragica scena del delitto, i Carabinieri hanno stretto il cerchio dei loro sospetti nei confronti di F.S., agrigentino, 54 enne, già affiliato alla ''famiglia'' mafiosa di Siculiana (Ag), coinvolto anche nella nota vicenda del sequestro del piccolo Giuseppe Di Matteo. Gli elementi di prova raccolti, sono stati poi confermati anche dalle convergenti dichiarazioni rese da alcuni collaboratori di giustizia.

L'omicidio di Diego Passafiume venne commesso nel contesto mafioso territoriale, in quanto la vittima ra ritenuto un imprenditore ''scomodo'', che faceva troppa concorrenza alle dinamiche mafiose. Il presunto killer è stato arrestato per il reato di omicidio premeditato, con l'aggravante di aver agevolato l'attività dell'associazione mafiosa denominata Cosa Nostra. Leggi su AgrigentoNotizie

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