Venerdì, 22 Ottobre 2021
Città Foggia

Uccisa dall'ex della figlia, i parenti fanno causa ai carabinieri: "Non fu protetta abbastanza"

L'omicidio a Orta Nova (Foggia) lo scorso 28 ottobre. Nonostante l'assassino l'avesse minacciata più volte, sostengono i parenti, le misure messe in campo per proteggere Filomena Bruno sarebbero risultate insufficienti

Il 28 ottobre scorso a Orta Nova (Foggia) la 53enne Filomena Bruno fu uccisa a coltellate dall'ex genero, Cristoforo Aghilar, un pregiudicato 36enne evaso dagli arresti domiciliari e che già nelle settimane precedenti al delitto l'aveva minacciata pesantemente.  

I familiari della donna – i figli, la madre e i fratelli – hanno deciso di fare causa all'Arma dei Carabinieri e citare in giudizio i ministeri della Difesa e della Giustizia perché secondo loro vi sarebbero state una serie di negligenze nella gestione del caso durante i giorni immediatamente precedenti all'omicidio e sostengono che la donna dovesse essere collocata in una struttura protetta, le cosiddette case-rifugio.

Nelle settimane e nei giorni precedenti il delitto, ricordano, Aghilar aveva pesantemente e ripetutamente minacciato tutta la famiglia della Bruno, tanto che due dei figli della donna, terrorizzati, avevano lasciato Orta Nova. Inoltre, sottolineano, due sere prima dell'omicidio la stessa Bruno e il fratello Antonio erano stati vittima di un tentato omicidio con una pistola sempre da parte di Aghilar.

Omicidio Filomena Bruno, la famiglia: "Misure di protezione furono insufficienti"

Secondo i parenti della vittima, difesi dall'avvocato Michele Sodrio, le misure di protezione messe in campo per proteggere Filomena Bruno furono assolutamente insufficienti e comunque non furono quelle previste dalla cosiddetta legge codice-rosso, in vigore da luglio.

Nei giorni scorsi si è già tenuta una cosiddetta "comparizione delle parti" davanti l'organismo di mediazione del tribunale di Foggia, attivato su richiesta dei parenti di Bruno, ma in quell'occasione i due ministeri chiamati in causa, tramite l'Avvocatura dello Stato, non si sarebbero presentati.

"Sono assolutamente certo che vi siano stati comportamenti di grave negligenza e superficialità da parte di chi avrebbe dovuto intervenire in ben altro modo", denuncia l'avvocato Sodrio. "Mi fa specie che, di fronte ad una vicenda così drammatica e dolorosa, lo Stato non si sia dato nemmeno il disturbo di rispondere alle richieste dei suoi cittadini, dato che alla nostra istanza di mediazione nessuno dei due ministeri ha fatto pervenire alcuna comunicazione. Poi ci si riempie la bocca di solidarietà alle vittime di femminicidio ed ai loro familiari. Ma come sempre noi confidiamo nella giustizia e nei tribunali, per giungere all'accertamento delle responsabilità anche sul piano civilistico e dei risarcimenti", conclude il legale, che ha fatto sapere che i suoi assistiti chiedono ai due ministeri competenti il risarcimento dei danni civili per la perdita di Filomena Bruno.

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