Domenica, 9 Maggio 2021
Foggia

Anziana di 90 anni trovata morta in una pozza di sangue dal figlio, svolta nel caso: c'è un fermato

L'omicidio sabato mattina a San Marco la Catola, piccolo comune del foggiano. I sospetti dei carabinieri sono ricaduti su un 29nne del posto. Il punto sulle indagini

Il luogo dell'omicidio

Sono ore decisive nelle indagini sulla morte di Filomena D'Antino, la donna di 90 anni trovata esanime sabato mattina nella sua casa di San Marco la Catola, piccolo comune in provincia di Foggia.  I carabinieri hanno fermato un 29enne del posto in quanto sospettato di aver commesso l'omicidio. 

Il corpo dell'anziana era stato scoperto dal figlio che intorno a mezzogiorno, entrato a casa della 90enne, l'aveva trovata in una pozza di sangue. I tre piani dell'immobile erano stati messi a soqquadro: cassetti aperti e rovistati, armadi spalancati, letti con coperte e cuscini sparpagliati per terra, credenze e ripiani in disordine. Insomma qualcuno era entrato all'interno della casa. Qualcuno che probabilmente aveva cercato di depredare l'anziana donna. Secondo i carabinieri quel qualcuno aveva però lasciato in giro molte tracce in ogni piano dell'abitazione. Agli inquirenti è bastato porre meticolosa attenzione per notare che un'impronta lasciata su un cuscino era di una scarpa da ginnastica che non poteva appartenere all'anziana. E le stesse orme, anche se in maniera un po' meno visibile, erano presenti al piano mediano ed inoltre vi era una grande quantità di impronte digitali su diverse superfici.

Omicidio a San Marco la Catola: le indagini sulla morte di Filomena D'Antino

L'attività tecnica di rilievi e repertamento è stato il primo importante passo per risolvere il caso. Ma gli inquirenti avevano già dei sospetti. Domenica mattina, in piena notte, sono scattate le perquisizioni: alle prime luci dell'alba i militari avevano già trovato quello che cercavano: scarpe con la suola assolutamente identica a quelle delle impronte, con una particolare suddivisione in riquadri, con differenti geometrie e fantasie, molto difficili da trovare in commercio.

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Non solo. A casa del principale sospettato - un ventinovenne ben noto i carabinieri perlopiù per reati contro il patrimonio - all'interno della lavatrice c'erano una maglia ed un pantalone pronti per essere lavati che erano stati girati in maniera tale da celare la parte esterna; tutti gli indumenti sono stati posti sotto sequestro per essere inviati al RIS per l'estrapolazione del campione biologico, alla stessa stregua delle tracce biologiche e dattiloscopiche rivenute sulla scena del crimine. Nell'abitazione dell'uomo sono state trovate anche piccole quantità di sostanze stupefacenti.

Davanti al procuratore aggiunto Antonio Laronga e al pm Roberto Galli che lo hanno interrogato già domenica, il presunto responsabile avrebbe fatto alcune ammissioni. Le accuse sono peantissime: omicidio preterintenzionale, rapina aggravata e spaccio di sostanza stupefacente.

Il 29enne è ora rinchiuso presso la casa circondariale di Bari, in attesa della convalida del provvedimento restrittivo da parte del Gip, nonché del successivo esito degli accertamenti tecnici di natura biologica e dattiloscopica del RIS e dell'autopsia. Gli indizi sono pesanti, ma solo l'esito degli accertamenti potrà mettere la parola fine al caso. 

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