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Mercoledì, 26 Giugno 2024
Roma

Uccise il vicino di casa per 10 euro, dall'ergastolo a 15 anni in appello

La Corte d'assise d'appello di Roma ha ridotto drasticamente la pena di un uomo che un anno fa uccise "quasi senza un perché" un 38enne portatore di handicap. I familiari della vittima: "Decisione incomprensibile"

Il 21 marzo 2011 uccise "quasi senza un perché", con alcune coltellate al collo, al torace e alla gola, un vicino di casa che gli doveva 10 euro.

Nel novembre successivo, per questa storia, consumatasi in una strada del quartiere Vigne Nuove a Roma, U.V., venne condannato all'ergastolo dal gup Antonella Capri.

Oggi la corte d'assise d'appello ha ridotto la pena a 15 anni e 5 mesi di reclusione. I familiari di Emiliano Cappetta che venne ammazzato "da una azione criminale e brutale" - come ha spiegato l'avvocato di parte civile, Fabrizio Consiglio - non hanno compreso i motivi del forte sconto della condanna.

"E' difficile per loro comprendere - ha continuato il penalista - la perdita di un figlio non può avere alcuna giustificazione". In favore dei genitori e della sorella di Emiliano i giudici hanno confermato la provvisionale immediatamente esecutiva pari a complessivi 250mila euro. Alla corte, Vespa si è detto pentito di quanto ha fatto: "Non posso spiegarmi che è successo...". Il difensore aveva chiesto per lui la detenzione domiciliare, ma l'istanza non è stata accolta.

Al momento dell'arresto, Vespa spiegò agli agenti di averlo aggredito perché Cappetta lo aveva preso a pugni. Questa versione ha provato a ripeterla in aula. "Se Emiliano mi avesse detto un'altra cosa forse...". Emiliano aveva 38 anni quando venne ucciso. Portatore di handicap "era l'amico di tutto il quartiere", ha ricordato l'avvocato Consiglio.

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