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Domenica, 29 Maggio 2022
Cronaca / Milano

Uccisa a bastonate in testa: fermato il fratello

Loredana Boscani era stata trovata senza vita nella sua casa, con il cranio devastato. A scatenare il raptus forse una lite per motivi economici

MILANO. C'è una persona fermata nel caso di Loredana Boscani, la donna uccisa a Rozzano il 17 dicembre scorso. Si tratta del fratello della vittima, Mirko Boscani, 46 anni, fermato dai carabinieri prima dell'alba.

La donna era stata trovata strangolata e con la testa fracassata in una stanza attigua a quella in cui era allettata la madre malata.

Secondo le prime informazioni fornite dai carabinieri di Legnano, Mirko Boscani è stato fermato dai militari nella notte non appena ottenuti gli esiti scientifici di alcuni rilievi eseguiti sulla scena dell'omicidio.

L'uomo, infatti, era già tra i sospettati: il fratello della donna si trovava in un momento di difficoltà economica ed era recentemente arrivato a Milano per farsi aiutare dalla sorella che però, proprio il giorno in cui è stata uccisa, cominciava il suo primo giorno di cassa integrazione e quindi versava anche lei in condizioni difficili. (da Milano Today)

Aggiornamenti - Loredana Boscani sarebbe stata uccisa per 500 euro. Secondo quanto emerge dalle indagini condotte dai carabinieri, i due fratelli litigavano da tempo per questioni economiche e l'uomo, il giorno dell'omicidio, avrebbe rubato 500 euro alla sorella. Dal furto sarebbe nato l'ennesimo litigio, sfociato nel delitto. Il 46enne viveva a Monsummano Terme, in provincia di Pistoia, con la compagna, disoccupata da pochi mesi, e una figlia piccola, ma si spostava frequentemente fra la Toscana e la Lombardia in cerca di lavoro. Negli ultimi anni l'uomo avrebbe commesso diversi furti di denaro ai danni della sorella, mai denunciati dalla donna. L'unica denuncia è del 2008, quando Mirco aveva rubato il libretto degli assegni della sorella, falsificandone la firma. A inchiodare l'uomo, secondo i carabinieri, alcune incongruenze nel racconto della mattinata del delitto, quando il 46enne versò 350 euro alla compagna da uno sportello postepay, e l'esame del Dna.

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