Martedì, 2 Marzo 2021
Trapani

Orrore al bar: ragazzo ucciso con un rasoio da barbiere

Fabio D'Aguanno ucciso mentre cercava di sedare una lite

Foto di repertorio

E' stata ritrovata l'arma con cui lo scorso martedì Alessio Li Volsi ha accoltellato a morte Fabio D'Aguanno, 28 anni, a Trapani. Si tratta di un cosiddetto "rasoino catanese", attrezzo da lavoro utilizzato, nel recente passato, dai barbieri siciliani. Uno strumento a cui Li Volsi era particolarmente legato al punto da chiamarlo 'me frate' (mio fratello, ndr).

Subito dopo il fermo l'arma non era stata ritrovata per "le errate e svianti indicazioni fornite dal fermato" spiegano gli investigatori dell'Arma. Ieri la svolta. Il rasoio si trovava a casa della nonna materna dove Li Volsi, poco prima di essere fermato, lo aveva nascosto a dimostrazione del fatto, dicono adesso i carabinieri, del "legame così forte, quasi fraterno con quell'arma bianca da non volersene disfare nemmeno dopo la commissione di un delitto così efferato".

Dopo l'interrogatorio di convalida in carcere ieri, i carabinieri sono riusciti a raccogliere elementi che hanno consentito di recuperare l'arma nella casa della nonna materna. E' stato aggiunto così l'ultimo pezzo che mancava alla ricostruzione del già grave quadro indiziario.

Omicidio Fabio D'Aguanno a Trapani: la ricostruzione dei carabinieri

Secondo quanto ricostruito dai militari, Li Volsi avrebbe avuto una discussione in un bar con un altro giovane e D'Aguanno si sarebbe intromesso per cercare di placare gli animi. Li Volsi, però, lo ha accoltellato al collo. Immediata la corsa in ospedale dove D'Aguanno è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico. I medici non sono però riusciti a salvargli la vita.

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