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Lunedì, 17 Giugno 2024
OMICIDI / Genova

Omonimi, coetanei e colleghi: uno uccide l'altro

Intorno alle 15 il corpo di Matteo Biggi è stato ritrovato davanti ad una palestra del porto di Genova. Ad ucciderlo Matteo Biggi. Da accertare il movente che ha portato al gesto

Lo stesso nome e lo stesso cognome. Erano coetanei, lavoratori al porto ed entrambi figli di Camalli. Il loro destino, così tanto simile, si è ulteriormente incrociato intorno alle 15 di ieri, 12 novembre 2012.

La vittima, Matteo Biggi, si stava allenando in una palestra del porto. E' qui che Matteo Biggi l'ha raggiunto.

Il secondo era in compagnia del padre. I due colleghi hanno avuto, secondo quanto riferito dalla Questura, uno scambio di battute. Uno scambio duro, tanto che l'atmosfera si è fatta pesante, tanto da trasformarsi in lite.

A questo punto sarebbe comparso il coltello ed è stato in quel momento che l'assassino ha colpito l'amico al polmone, fuggendo poi nella stanza accanto.

All'omicidio avrebbero assistito una dozzina di persone, tutte ascoltate dalla polizia. Tutto da accertare il movente che ha portato all'omicidio. In un primo tempo si era parlato di un legame di parentela tra i due, vista l'omonimia. Successivamente è stata chiarita l'identità.

Tra i colleghi dei due l'atmosfera è piuttosto pesante e nella zona del porto c'è tensione. Nessuno si lascia avvicinare ed i giornalisti vengono tenuti lontani. (da Genova Today)

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