Giovedì, 21 Ottobre 2021
Città Bari

Oncologo chiede soldi ai malati di cancro per farmaci in realtà gratuiti

Immobili di pregio, terreni e disponibilità finanziarie, sono stati sequestrati da carabinieri e Guardia di finanza all’oncologo barese Giuseppe Rizzi

Beni del valore di circa 3 milioni di euro, tra i quali immobili di pregio, terreni e disponibilità finanziarie, sono stati sequestrati da carabinieri e Guardia di finanza all’oncologo barese Giuseppe Rizzi. Il medico è indagato per concussione - già arrestato nel maggio scorso - per aver eseguito su pazienti oncologici dell’istituto tumori di Bari, dove Rizzi lavorava, prestazioni mediche e in particolare iniezioni di un farmaco, la cui somministrazione era a titolo gratuito, facendosi pagare denaro o altre utilità.

L'oncologo è accusato di aver iniettato ad alcuni pazienti oncologici un farmaco gratuito, pretendendone invece il pagamento. In particolare le indagini hanno accertato come il medico, "abusando della qualità e dei poteri di Pubblico Ufficiale, Dirigente medico presso il Dipartimento di oncologia dell’Istituto Tumori “Giovanni Paolo II” di Bari" (poi licenziato già a marzo scorso dalla stessa struttura, ndr), "durante lo svolgimento della sua attività professionale sia in orario di servizio che fuori turno e, comunque, non in regime di attività intra od extramoenia, eseguiva su ben quattordici pazienti oncologici, affetti da accertata e grave patologia, e in trattamento presso il citato Istituto, prestazioni mediche e in particolare iniezioni di un farmaco, la cui somministrazione era a titolo gratuito in quanto a totale carico del S.S.N., costringendo i pazienti al pagamento in suo favore di ingenti somme di denaro nonché di altre utilità sia presso la struttura ospedaliera sia presso il patronato CAF (sito in Bari) in uso alla compagna", "adibito nell’occasione ad ambulatorio medico di certa natura illegale". La coppia avrebbe messo in atto le sue condotte "approfittando delle gravi condizioni psico-fisiche delle vittime", le quali hanno riferito ai carabinieri "di essersi trovate in una situazione di soggezione e di reverenza, oltre che di totale fiducia nel loro medico, tale da essere state indotte a riconoscerlo quale unico referente in grado di garantire loro la sopravvivenza e così ottenendo illecitamente cospicue somme di denaro contante, regalie di notevole valore, lavori edili ed altre utilità".

In tale contesto, a giugno scorso la Procura ha delegato il G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Bari a eseguire - nei confronti dell’oncologo e della sua compagna - approfondimenti investigativi finalizzati a una proposta di sequestro preventivo di beni. Nello specifico, le Fiamme Gialle, per capirne di più sull’origine del rilevante patrimonio dell’oncologo, hanno quindi proceduto ad acquisire numerosa documentazione, tra cui i contratti di compravendita dei beni nonché numerosi altri atti pubblici che hanno interessato nel tempo i soggetti investigati, verificando poi, per ogni transazione, le connesse movimentazioni finanziarie sottostanti alla creazione della necessaria provvista economica.

Il materiale è stato quindi oggetto di di circostanziati approfondimenti, anche bancari, "che hanno consentito di accertare - evidenziano gli investigatori -  un’ingiustificata sproporzione tra il reddito dichiarato e i beni nella disponibilità del medico, quantificata in oltre 2,5 milioni di euro".

Il gip del Tribunale di Bari, condividendo la proposta avanzata dall'Autorità giudiziaria sulla base degli elementi acquisiti dagli investigatori, ha quindi emesso un decreto di sequestro preventivo avente per oggetto una prestigiosa villa ubicata a Bari Palese, terreni a Bitonto e i saldi attivi di rapporti bancari. Ai beni sequestrati oggi si aggiunge la somma di circa 1,9 milioni di euro rivenuta nell’abitazione dell’oncologo, nonché i numerosi reperti archeologici - risultati, a seguito di verifiche da parte del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Artistico e della Sovrintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Bari, di notevole valore storico e artistico – già sottoposti a vincolo cautelare dall’Arma dei Carabinieri all’atto dell’esecuzione della citata ordinanza di custodia cautelare.

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