Venerdì, 24 Settembre 2021
Città Pescara

Timbrava il cartellino, poi palestra e shopping: infermiera nei guai

Un'infermiera professionale in servizio all'Ospedale Civile "Spirito Santo" di Pescara, una 48enne di Montesilvano, è stata interdetta dall'esercizio della pubblica professione per sei mesi: è indagata dalla Procura per truffa aggravata e falso

I video non lasciano spazio a molti dubbi. Timbrava il cartellino in ospedale, ma poi abbandonava il luogo di lavoro per tutta la durata della giornata lavorativa. Un'infermiera professionale in servizio all'Ospedale Civile "Spirito Santo" di Pescara, una 48enne di Montesilvano, è stata interdetta dall'esercizio della pubblica professione per sei mesi: è indagata dalla Procura per truffa aggravata e falso.

Le indagini sono andate avanti per mesi. Negli ultimi tre mesi i carabinieri del Nas hanno documentato 17 giornate per circa 120 ore di assenza ingiustificata che trascorreva interamente al di fuori dell'ospedale ed in comuni della provincia di Pescara, per rientrare a casa, accudire la prole, fare le faccende domestiche, spesa e shopping e persino frequentare un centro sportivo del teramano.

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Pescara, infermiera timbrava cartellino: poi shopping e faccende di casa

L'attività investigativa, avviata a seguito di ispezioni condotte dai militari del Nas all'ospedale, ha consentito di riscontrare, con la collaborazione dei dirigenti dell'Azienda Ospedaliera, il sistematico allontanamento dalla sede di lavoro della dipendente pubblica. Attraverso numerosi servizi di osservazione e pedinamento, supportati da riprese video e fotografiche, i carabinieri per la Tutela della Salute hanno appurato, infatti, che la donna abbandonava, quotidianamente, il luogo di lavoro. Tuttavia continuava a figurare fittiziamente presente ed in servizio, come riscontrato dai cartellini marcatempo e dall'acquisizione dei fogli di rilevazione presenze. In alcune occasioni, inoltre, pur non presentandosi a lavoro, aveva prodotto all'ufficio fogli di giustificazione falsificando orari e la firma del dirigente.

Ovviamente sarebbe sbagliato ora generalizzare: nel corso dell'indagine non sono emersi altri episodi di assenteismo riconducibili ad altri dipendenti pubblici dell'ospedale di Pescara.

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