Sabato, 20 Luglio 2024
Città Napoli

L'ospedale sotto lo scacco della Camorra: "I medici si mettevano a disposizione"

Dalle indagini è emerso che il clan Contini determinava vari aspetti della gestione funzionale dell'ospedale, parte dell'area di "interesse" dell'organizzazione criminale. In manette 11 indagati

Era il clan camorristico Contini a gestire l'ospedale San Giovanni Bosco di Napoli. "Comandavano i Contini. Il parcheggio era loro, mi dissero che controllavano anche la mensa e lo spaccio all'interno dell'ospedale", ha raccontato il collaboratore di giustizia Vincenzo Iuorio, ex affiliato al clan Sautto-Ciccarelli del Parco Verde di Caivano, riferendo agli inquirenti un episodio del 2018. In quell'occasione, riporta NapoliToday, una parente del boss Sautto rimase gravemente ferita in un incidente stradale.

I boss di Parco Verde si sarebbero quindi rivolti ai Contini per avere dei favori. "Non pagavamo il parcheggio e, quando entravamo nel reparto, i medici si mettevano a disposizione, ci davano i camici e ci facevano entrare anche in terapia intensiva" ha affermato il pentito.

Il blitz: 11 indagati manette 

Dalle indagini, iniziate nel dicembre 2021, è emerso che i vertici dei Contini avevano intestato due società di noleggio auto ad alcuni prestanome, tenuti a "busta paga" dal clan, che determinava vari aspetti della gestione funzionale dell'ospedale, parte dell'area di "interesse" dell'organizzazione criminale. 

Alle prime luci del mattino di oggi, 12 giugno, è partito il blitz del Nucleo investigativo di Napoli, che coordinato dalla Dda, ha eseguito 11 arresti e diversi sequestri nei confronti di esponenti dell'organizzazione malavitosa. Per otto di loro è scattata la misura cautelare in carcere, per gli altri tre gli arresti domiciliari. Sequestrati inoltre le quote e il compendio aziendale di due società di noleggio auto.

Il sindacato medici: "Vicinanza alla camorra non da amministrazioni ma da qualche dipendente"

"I medici sanno bene che la camorra è presente a Napoli e in Campania. E ci sono stili camorristici e atteggiamenti camorristici che sono sempre presenti purtroppo, seppure in una piccolissima percentuale della popolazione", commenta Bruno Zuccarelli, segretario regionale Campania del sindacato dei medici ospedalieri, Anaao Assomed.

"Che alcuni ospedali abbiano avuto molte volte delle vicinanze - non certo della parte delle amministrazioni, ma da parte di qualche dipendente vicino a questi ambienti camorristi - è una cosa risaputa", precisa. "Già io da anni fa l'ho denunciata per un ospedale preciso napoletano dove fu scoperto un covo di armi, quindi era sicuramente una sede dove la camorra si appoggiava".

"Ci sono raid camorristici - aggiunge - ricordo soltanto l'episodio all'ospedale Vecchio Pellegrini, con camorristi entrati con le mitragliette dentro il pronto soccorso. Si sa bene che purtroppo questo rischio è fortissimo, per questo motivo bisogna lottare molto per la repressione, ma sicuramente anche nella prevenzione".

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