Martedì, 2 Marzo 2021
Torino

"In coda con i figli per il tampone, hanno la febbre e ci fanno aspettare all'aperto"

I genitori degli alunni di Torino: “Costretti alle ferie per essere qui. Ci costringeranno a fare queste code? Con i bambini ammalati? Una follia"

La storia è sempre la stessa ma stavolta viene dall'ospedale Amedeo di Savoia di Torino: c'è una fila lunghissima di genitori con figli che hanno sintomi compatibili con il coronavirus ma anche con la normale influenza, devono fare il test del tampone e attendono là, all'aperto e al freddo, dove la situazione peggiora. La Stampa racconta una vicenda surreale che parte dai pediatri che ordinano i tamponi ma senza prenotazione, e finisce con padri e madri obbligati a saltare giorni di lavoro: 

«Un compagno di scuola di mio figlio è risultato positivo. Tutta la classe è stata messa in quarantena. Abbiamo aspettavo invano per oltre una settimana la chiamata dell’Asl per il tampone. Nessuno ci ha contattati. La scuola nel frattempo ci ha informati che i bambini doveva tornare a scuola, e così ci siamo attivati da soli per fare il test. Per accompagnare mio figlio ho dovuto restare a casa dal lavoro, mica potevo lasciarlo con i nonni e rischiare di farli ammalare».

Ma c’è anche chi come Annamaria Macchiarella, cassiera di supermercato, in mutua da qualche giorno per un mal di schiena che la tormenta, ieri mattina si è dovuta mettere in coda lo stesso, per sottoporre il figlio al tampone, influenzato da giovedì scorso. Con sintomi del genere, al primo sospetto, niente scuola. Anche se si tratta di una banale influenza di stagione. Queste sono le regole di prevenzione, certo. Ma tocca ai genitori affrontare le complicazioni. «La pediatra - racconta - ci ha registrati al portale, dicendo di venire qui o al Regina Margherita. Così abbiamo fatto, perché prima che ci contatti l’Asl rischiamo di aggravare il contagio se si tratta veramente Covid. Solo che dobbiamo aspettare in coda davanti all’ospedale, in strada a contatto con altre persone. Se dobbiamo fare questa trafila a ogni influenza e a ogni mal di pancia, non ne veniamo più fuori».

La parte più difficile è arrivare al cancello dell'ospedale; quando si è dentro bastano dieci minuti per il test ma ieri mattina all'ospedale tra prenotati e non erano più di 400. Le code abbondano da quando sono riprese le lezioni. Ma le famiglie scalpitano di fronte a queste scene, di attese in mezzo alla strada. «Adesso il tempo regge ancora e le temperature non sono proibitive. Tra un mese o due? Ci costringeranno a fare queste code? Con i bambini ammalati? Una follia. Dovrebbero permettere ai pediatri di fare i tamponi nei loro ambulatori. O trovare un altro sistema».

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