Lunedì, 1 Marzo 2021
Arezzo

Stupri, suicidi e mutilazioni nella “chat dell’orrore” tra adolescenti scoperta da un papà

Materiale pedopornografico e filmati si estrema violenza che, secondo gli inquirenti, “i ragazzini guardavano sugli smartphone come se fossero videogiochi”. Quattro giovanissimi indagati

Foto di repertorio Pixabay

Una chat all’apparenza normale, creata per organizzare il capodanno, che si è rivelata invece una vera e propria “chat dell’orrore”, su Telegram e Whatsapp, con video pedopornografici e filmati di violenza estrema, che giravano sui cellulari degli adolescenti. A far scoprire il tutto è stato il papà di uno dei ragazzini e quattro giovanissimi tra i 14 e i 16 anni risultano indagati. 

La chat tra un gruppo tra adolescenti del Casentino (Arezzo), era stata creata originariamente per organizzare il capodanno 2020 ed era stata rinominata “Capodanno 20k20”. Il padre di un 14enne ha individuato all’interno dello smartphone del figlio uno scambio di messaggi che lo ha insospettito e portato a sbirciare i contenuti di quella chat. Dal profilo di un ragazzino della vallata, anche lui 14enne, era stato inviato al gruppo un video pedopornografico definito dagli inquirenti "raccapricciante", con vari bambini filmati, verosimilmente girato in Sud America. A quel punto sono scattate subito le indagini del Nucleo Operativo della Compagnia di Bibbiena, per scoprire l'identità dei membri della chat e del ragazzo che aveva inoltrato il video. Contemporaneamente è scattata la perquisizione del 14enne, nella casa dove vive con i genitori, al termine della quale sono stati sequestrati lo smartphone e altri supporti informatici. 

La "chat degli orrori" scoperta da un papà sullo smartphone del figlio 14enne

I carabinieri hanno così scoperto un secondo video pedopornografico inoltrato nella chat insieme ad un altro ancora conservato nella memoria dello smartphone. L’attività di indagine ha permesso di intercettare in tempo il gruppo Whatsapp ma di fatto, gli stessi carabinieri non hanno escluso che i contenuti illegali avessero potuto raggiungere un numero indefinito di giovanissimi tanto residenti in Casentino, quanto nei territori limitrofi. Il 14enne è stato denunciato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Firenze, che ha competenza distrettuale ed esercita la sua giurisdizione sul territorio corrispondente al Distretto di Corte di Appello di Firenze, per la detenzione e la diffusione del materiale pedopornografico. "I reati contestati - spiegano i carabinieri - riguardano la pornografia minorile e la detenzione di materiale di tale tenore".

In seguito alle indagini, sono stati anche individuati altri tre adolescenti, di età compresa tra i 15 e i 16 anni, tutti residenti nella vallata, a carico dei quali sono scattate ulteriori perquisizioni e sequestri di smartphones e dispositivi informatici. Sono stati rinvenuti video, oltre che di carattere pedopornografico, anche di natura "oltremodo violenta": suicidi, mutilazioni, rapporti promiscui e stupri, in un mix raccapricciante che secondo gli inquirenti" i ragazzini guardavano sugli smartphone come se fossero videogiochi".  Le immagini pedopornografiche venivano trasformate anche in stickers ed emoticon con le quali rispondere ai messaggi, "il che - spiegano i militari - indica come con quanta superficialità i giovanissimi si siano approcciati a questa galassia perversa e violenta". 

Le indagini dei carabinieri

I contenuti illegali venivano scaricati e reinoltrati da Telegram, su cui proliferano chat a tema dai nomi inequivocabili.  "Il gore è da considerarsi inoltre la nuova frontiera della divulgazione illegale: suicidi, mutilazioni e squartamenti, tanto di persone quanto di animali", ricordano i carabinieri. Anche in questo caso è stata determinante la sinergia tra genitori particolarmente attenti all'uso della rete e degli smartphone da parte dei giovanissimi. Infatti è stato proprio grazie alla prima segnalazione del padre di uno dei ragazzini che i carabinieri della Compagnia di Bibbiena hanno individuato quello che definiscono “un circuito relazionale composto da adolescenti che nel tempo si sono approvvigionati di contenuti di natura illegale e che avrebbero diffuso anche sulla chat nata per organizzare il capodanno del 2020".

"Il territorio, la tranquillità della valle del Casentino non è sicuramente garanzia di essere al riparo da problematiche che si è portati a pensare appartengano a realtà degradate delle periferie urbane o comunque riferibili a centri più grandi - spiega l'Arma dei carabinieri - Emerge anche in questo contesto un disagio che i giovanissimi cercano di colmare con il ricorso a contenuti multimediali forti, illegali, non rendendosi forse nemmeno conto che commettono reati gravissimi. È necessaria una costante, pronta, sinergia tra i genitori e le istituzioni, la scuola, le forze di polizia. L'Arma dei carabinieri promuove a livello locale costanti progettualità in direzione del mondo della scuola che hanno come tematica anche il corretto uso della rete e dei social".

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