Venerdì, 22 Gennaio 2021
Milano

Il papà che voleva uccidere i tre figli: "Sono sconvolto dall'idea di aver fatto loro del male"

È quanto ha dichiarato spontaneamente l'ex postino di 43 anni finito a processo con rito abbreviato per aver minacciato di gettare nel vuoto i suoi bambini a Rozzano (Milano)

Si era barricato in casa, il 9 giugno scorso in via Stelle Alpine a Rozzano, minacciando di gettare nel vuoto i tre figli di 5, 6 e 7 anni e poi togliersi la vita, ma fortunatamente i carabinieri intervenuti insieme a vigili del fuoco, polizia locale e al sindaco erano riusciti a bloccarlo. "La mia vera pena non sono le sbarre, ma il pensiero di non poter più rivedere i miei bambini. Sono distrutto dall'idea di avere fatto loro del male, spaventandoli in questo modo". È quanto ha dichiarato ora spontaneamente l'uomo, un ex postino di 43 anni finito a processo con rito abbreviato.

Parla il papà che voleva uccidere i tre figli a Rozzano

Rivolgendosi al giudice Anna Magelli, l'imputato, visibilmente commesso, ha spiegato di aver agito sotto la spinta della "disperazione e dell'esasperazione" per la sua condizione. "Da quando mia moglie se ne è andata, ormai 5 anni e mezzo fa - ha detto ancora - sono rimasto da solo con tre figli piccoli, senza nessun aiuto esterno. Quando poi è arrivato il lockdown, la scorsa primavera, la situazione è peggiorata ancora di più. Non avevo nemmeno il tempo di farmi la barba". Per lui erano scattate le manette con l'accusa di tentato omicidio, sequestro di persona, maltrattamenti in famiglia e resistenza a pubblico ufficiale.

Quel giorno l'ex postino aveva messo i tre figli sulla balaustra del balcone all'ottavo piano. Secondo quanto trapelato pare che la furia del 43enne, che viveva da solo insieme ai suoi tre bambini, fosse nata dopo aver aver appreso dell'esistenza di un procedimento finalizzato alla revoca dell'affidamento esclusivo dei figli. Era subito scattato l'allarme al 112 e sul posto erano intervenute le forze dell'ordine e il personale del 118. L'area attorno alla casa era stata transennata e i vigili del fuoco, intervenuti con alcuni mezzi tra cui un'autoscala, avevano gonfiato dei materassi gonfiabili sotto all'appartamento. Per impedire che ciò accadesse il 43enne aveva lanciato grosse piastrelle, calcinacci e una bicicletta verso il vigile del fuoco che si era avvicinato, ferendolo alla testa. L'uomo, nell'intento di impedire ai militari di entrare all'interno della sua abitazione, aveva brandito un coltello da cucina di grosse dimensioni e aveva afferrato i bambini spingendoli più volte all'esterno della ringhiera lasciandoli sospesi nel vuoto.

A scrivere la parola fine alla situazione era stato il sindaco di Rozzano, Gianni Ferretti. Il 43enne, infatti, aveva chiesto di parlare con lui e lo aveva fatto entrare dalla porta del suo appartamento, sbarrata con un armadio. Il sindaco era entrato due volte nell'abitazione e la seconda volta (intorno alle 23.50), approfittando di un momento di distrazione del papà, era riuscito prima a mettere in sicurezza i bambini e poi a spostare l'armadio davanti alla porta d'ingresso. I carabinieri di Rozzano e della compagnia di Corsico erano quindi entrati riuscendo a mettere in salvo i figli e a bloccare l'uomo.

"Butto i figli dal balcone se me li togliete": il sindaco di Rozzano racconta come li ha salvati

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Servizio video di Giampaolo Mannu/MilanoToday.
 

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