Mercoledì, 12 Maggio 2021
Bari

Ha un infarto all’ultima settimana di gravidanza, corsa contro il tempo per salvare madre e figlia

Per la donna, con la gravidanza quasi al termine, la terapia necessaria avrebbe costituito un grave rischio di emorragia durante il parto. Così un team multidisciplinare del Policlinico di Bari l’ha fatta partorire nel reparto di cardiologia, pronti a ogni evenienza

Colpita fa un infarto nell'ultima settimana di gravidanza, una donna e la sua bambina sono state salvate dai medici del Policlinico di Bari.

"La procedura normale avrebbe richiesto l'esecuzione di una immediata angioplastica coronarica con il posizionamento di stent e l'utilizzo di alte dosi di farmaci antiaggreganti piastrinici. Ma per la signora, con una gravidanza quasi a termine, una terapia antiaggregante spinta avrebbe costituito un grave rischio di emorragia nel corso del parto”, ha spiegato Carlo D’Agostino, direttore dell’Unità operativa di Cardiologia ospedaliera del Policlinico di Bari, dove la donna è stata trasferita dopo essersi presentata al pronto soccorso di Monopoli con forti dolori al torace.

L'esame coronarografico aveva rilevato un quadro di ostruzione di una delle arterie coronarie, dovuto a dissezione della parete. Si tratta di una "condizione estremamente rara che può verificarsi in corso di gravidanza in presenza di altre patologie", ha aggiunto D’Agostino. 

Il parto d'urgenza in cardiologia per la donna colpita da infarto

A quel punto, nel giro di 15 minuti, un team multidiscpliare di specialisti si è riunito per individuare il percorso più opportuno da intraprendere per cercare di salvare madre e figlia, coinvolgendo i direttori di varie unità operative: cardiologia, ginecologia, emodinamica interventistica, cardiochirurgia, anestesia e rianimazione. Considerate le condizioni cliniche della donna, si è quindi deciso di far partorire la donna mantenendo "la massima protezione cardiologica, con la possibilità di intervenire immediatamente in caso di destabilizzazione", ha ricostruito D’Agostino.

Così il parto non è avvenuto all’interno di una delle abituali sale operatorie bensì nella sala del laboratorio di emodinamica del reparto cardiologico, con gli emodinamisti della cardiologia ospedaliera ed i cardiochirurghi pronti ad intervenire in qualsiasi fase del parto. Il professor Ettore Cicinelli ha effettuato direttamente il parto cesareo, risultato particolarmente complesso anche per una serie di problemi che la donna aveva già avuto con una precedente gravidanza.

Madre e figlia sono già tornate a casa

Alla fine però tutto si è risolto per il meglio e l’equipe ha fatto nascere la bambina. Nei minuti e poi nei giorni successivi al parto, la donna è stata trattata e tenuta sotto stretta sorveglianza nell'unità di terapia intensiva cardiologica ospedaliera, mentre la piccola è stata ricoverata in neonatologia. Dopo qualche giorno entrambe sono potute rientrare felicemente a casa.

"Mamma e bambina stanno bene e non hanno subito alcuna conseguenza. Possiamo dirlo con certezza dopo gli ultimi controlli. L'eccezionalità di questo parto e il trattamento dell'infarto miocardico acuto, si è svolto con serenità ed efficienza, in tempi brevissimi e in piena emergenza pandemica solo grazie alla stretta collaborazione con tutti gli specialisti presenti nel Policlinico e a percorsi sicuri da tempo elaborati", ha concluso il dottor D'Agostino. 

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