Ladro ucciso dal tabaccaio, l'autopsia: "Un colpo solo, forse sparato dall'alto"

Il tabaccaio è indagato per eccesso colposo di legittima difesa. Ion Stavila sarebbe stato ucciso da un colpo sparato alle spalle, secondo l'autopsia

Foto: TorinoToday

A uccidere Ion Stavila, giovane moldavo di 24 anni morto nella notte di venerdì 7 giugno 2019 a Pavone Canavese, in provincia di Torino, potrebbe essere stato un solo colpo al cuore. E' quanto avrebbe stabilito l'autopsia eseguita dal medico legale Roberto Testi, incaricato dal pm Giuseppe Drammis che coordina le indagini. Il tabaccaio Marcellino "Franco" Iachi Bonvin aveva raccontato di aver sparato dopo una colluttazione (che era stata confermata anche dalla moglie) nel cortile di casa.

Il moldavo di 25 anni, che quella notte insieme a due complici stava caricando su un furgone una macchinetta cambiamonete rubata dal bar, è stato colpito una volta sola. Il colpo avrebbe raggiunto il giovane alla parte destra del cuore, fatto che consente al ferito, una volta colpito, di compiere alcuni passi prima di accasciarsi al suolo. Questo spiegherebbe, quindi, il perché il giovane é stato trovato in strada a pochi passi dalla tabaccheria. Per quel che riguada la traiettoria del colpo sparato dal tabaccaio, sono in corso verifiche per le quali, tra gli elementi importanti, ci sono la posizione del foro di entrata e uscita, oltre che la posizione in cui è stato trovato il corpo.

Tabaccaio indagato per eccesso di legittima difesa

Il 67enne è indagato per eccesso colposo di legittima difesa. A sostegno di Marcellino "Franco" Iachi Bonvin si era espresso anche il ministro dell'Interno Matteo Salvini, con queste parole: "Un tabaccaio di 67 anni, incensurato e già rapinato numerose volte, stanotte si è difeso durante l’ennesimo furto e (purtroppo) ha ucciso uno dei tre ladri con un’arma legalmente detenuta. Nel pieno rispetto delle indagini della Procura, a lui la va la mia solidarietà umana e politica. #Iostocoltabaccaio".  "La vera vittima di questo episodio è il tabaccaio: a lui va tutta la nostra solidarietà - aveva aggiunto il senatore della Lega Cesare Pianasso - sono convinto che lui stesso stia vivendo ore di grande sofferenza per la tragedia che lo ha visto coinvolto. Se il moldavo fosse rimasto a casa sua, a quest'ora sarebbe ancora vivo".

Non è vero che "la difesa è sempre legittima"

La nuova legge sulla legittima difesa restringe il perimetro della punibilità causato dall'eccesso colposo di legittima difesa, prevedendo come causa di giustificazione - non solo l'aggressione a mano armata - ma anche la semplice minaccia, da parte dell'aggressore, di fare ricorso a un'arma. La non punibilità scatta inoltre "se chi ha commesso il fatto per la salvaguardia della propria o altrui incolumità, ha agito in stato di grave turbamento, derivante dalla situazione di pericolo in atto". Saranno i magistrati a decidere, come sempre, se chi ha sparato ha commesso un reato. "La difesa è sempre legittima" è soltanto uno slogan. C'è intanto il nulla osta per i funerali di Stavila: è stata la sorella, giunta in Piemonte dalla Puglia dove lavora nel campo dell'assistenza agli anziani, a effettuare il riconoscimento del cadavere. Il tabaccaio si trincera nel silenzio. Nei prossimi giorni sarà ascoltato una nuova volta dal procuratore di Ivrea Giuseppe Ferrando.

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