Giovedì, 4 Marzo 2021
Monza e della Brianza

Il pedofilo che girava in bicicletta incastrato dalle ragazzine

I Carabinieri di Desio hanno arrestato un 66enne di Limbiate, pregiudicato, ritenuto responsabile di violenza sessuale, adescamento e atti sessuali con minorenni. Almeno tre gli episodi che lo coinvolgono: che cosa proponeva alle giovanissime

Foto: MilanoToday

Almeno tre gli episodi accertati e contestati. Un 66enne ha proposto a una bambina di undici anni, avvicinata in strada mentre era in bicicletta, d'estate, di spogliarsi dietro l'offerta di soldi. Ha anche palpeggiato una ragazzina di 13 anni, approfittando della momentanea assenza della madre e ha tentato di adescare un'altra giovane di 15 anni davanti a cui ha finto di essere caduto in bicicletta e di aver bisogno di soccorso, proponendole di seguirlo a casa per aiutarlo con le medicazioni.

Desio: arrestato il pedofilo che avvicinava in bicicletta le vittime

I Carabinieri della Compagnia di Desio, in esecuzione della misura applicativa degli arresti domiciliare emessa dal G.I.P. del Tribunale di Milano su richiesta della locale Procura, hanno arrestato un 66enne di Limbiate, pregiudicato, ritenuto responsabile di violenza sessuale, adescamento e atti sessuali con minorenni. Il provvedimento restrittivo è stato emesso sulla scorta dell'attività investigativa condotta dai Carabinieri di Desio, coordinati dal Pubblico Ministero Marina Petruzzella, attraverso la quale sono stati ricostruiti tre eventi in Brianza.

Dalla bimba palpeggiata tra i giocattoli ai soldi per spogliarsi: chi è "l'orco" delle ragazzine 

Determinante l'iniziativa di due ragazzine che, notando e riconoscendo l'uomo, sono riuscite a scattargli delle foto consegnandole successivamente agli inquirenti. Tutto tinizia dalla denuncia ai carabinieri, sporta dai genitori di una 11enne, che lo scorso luglio, mentre stava passeggiando in bici, veniva avvicinata da un uomo il quale, dietro l'offerta di denaro, la avvicinava intimandole di spogliarsi. Nel frangente la giovane riusciva a mettersi in fuga senza  ulteriori conseguenze.

Grazie alla minuziosa descrizione dell'uomo, i militari dell'Arma hanno avviato i primi accertamenti per identificare l'autore, che veniva riconosciuto nel 66enne colpito da misura cautelare.

L'appello della Procura

Altri due gli episodi contestati. In un caso, avvenuto in circostanze analoghe al primo, l'uomo aveva avvicinato una 13enne e approfittando della momentanea assenza della madre, la palpeggiava fuggendo subito dopo in bici. Il terzo evento è relativo all'adescamento di una 15enne, avvicinata facendole credere di esser caduto in bici e di aver bisogno di soccorso. Ottenuta l'attenzione della giovane, l'uomo, attraverso specifici riferimenti sessuali, le proponeva di recarsi a casa sua per medicarlo: invito che la giovane rifiutava. L'indagato, ora ai domiciliari, risulta essere già stato condannato in passato per fatti analoghi.

Dalla Procura ariva un appello importante, "sull'importanza di mantenere sempre massima la soglia di ascolto e protezione nei confronti dei minori, talvolta vittime inconsapevoli di gravi condotte criminose, quali l'adescamento, introdotto come autonoma fattispecie delittuosa nell'ordinamento italiano nel 2012. Reato "spia" in grado di prevenire pericolosissime escalation violente e brutali, e che pertanto deve essere sempre portato all'attenzione delle Forze dell'Ordine da parte dei genitori/tutori dei minori, al fine di consentire adeguati approfondimenti investigativi".
 

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