Lunedì, 19 Aprile 2021
Catanzaro

Perde il lavoro per il coronavirus e minaccia il suicidio: "Non riesco più a pagare le bollette"

"Non sono un fallito e neppure un farabutto, ma non so come uscirne", ha detto l'uomo in lacrime agli agenti della Polizia stradale. E' stato salvato

Agenti di Polizia al lavoro. Foto di repertorio Ansa

"Sono disperato, a causa di questo virus non ho più entrate e non riesco più a pagare le bollette della luce. Non sono un fallito e neppure un farabutto, ma non so come uscirne, sono disperato, ho pensato al suicidio lanciandomi da un ponte". Sono le parole drammatiche, pronunciate tra le lacrime, di un uomo che ha minacciato il gesto estremo a causa delle difficoltà economiche, per aver perso il lavoro a seguito delle restrizioni imposte per l'emergenza coronavirus.

L'uomo è stato salvato dalla Polizia stradale a Catanzaro. Nel corso di un ordinario servizio di pattugliamento, gli agenti hanno notato un'auto effettuare un'inversione pericolosa. Hanno fermato la vettura e identificato il conducente, un uomo di 40 anni, in evidente stato di disperazione e forte disagio emotivo, che ha detto loro di essere in grosse difficoltà economiche e ha manifestato l'intenzione di suicidarsi non riuscendo più a giustificare ai propri familiari l’impossibilità di saldare le bollette delle utenze domestiche.

Dopo un lungo dialogo, i poliziotti sono riusciti a dissuaderlo dai suoi intenti e a rincuorarlo tanto da convincerlo a chiamare il fratello, che lo ha riaccompagnato a casa, non prima di aver ringraziato gli operatori per il provvidenziale intervento.

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