Martedì, 13 Aprile 2021
Catania

Minacce, insulti, danneggiamenti e manganellate a una coppia gay: arrestato vicino omofobo

Ai domiciliari un 28enne di Aci Catania. Per due anni ha perseguitato una coppia di omosessuali suoi vicini di casa in un crescendo di episodi "riprovevoli" culminato in un'aggressione a colpi di manganello a uno di loro

Due anni di incubo. Minacce, persecuzioni, insulti, danneggiamenti, fino all'aggressione fisica a colpi di manganello. È quello che ha dovuto subire una giovane coppia omosessuale da parte del loro vicino di casa, un 28enne di Aci Catena (Catania) finito ora agli arresti domiciliari (in un'abitazione diversa da quella dove si sono svolti i fatti).

Secondo quanto ricostruito da carabinieri e magistrati, il 28enne ha messo in atto "un'interminabile sequela di atti persecutori finalizzati al disturbo dei vicini di casa". Gli inquirenti definiscono chiaramente "omofobo" il comportamento del 28enne, il quale "con premeditato intento, ha cercato di indurre i vicini di casa al trasferimento dalla loro casa di proprietà, non ritenendoli 'meritevoli' di abitare nello stesso palazzo dove egli risiedeva: 'Dovete scomparire! Non siete persone adatte a vivere nel condominio… ve ne dovete andare".

I problemi sono iniziati nel marzo 2018, in un crescendo di violenza e frequenza, di giorno e di notte. "Atti riprovevoli" come "il danneggiamento dell’autovettura di uno dei due mediante lo sversamento di candeggina, l’avvelenamento delle piante poste sul balcone, il distacco della corrente elettrica dal contatore posto al piano terra, il mantenere il volume alto della musica con l’impianto hi-fi tanto da impedire il riposo od anche lo spostare continuamente il mobilio per provocare rumori molesti".

Due anni di persecuzioni, minacce e violenze contro i vicini gay

Oltre alle rimostranze verbali, il 28enne aveva ricevuto anche una formale diffida dall'amministratore del condominio, sollecitato dagli stessi residenti ai quali spavaldamente, in un’occasione, aveva risposto d’aver fumato (intendeva verosimilmente marijuana) con un amico e di non essersi reso contro del rumore. Anche la madre di una delle vittime, che avrebbe dovuto soggiornare nell’appartamento del figlio per qualche giorno, era andata via lamentando l’impossibilità di resistere a tali soprusi.

In alcune occasioni, il 28enne è stato visto con un dispositivo lampeggiante sul tetto della propria autovettura e aveva anche ostentato ai due vicini di casa un tesserino simile a quello in dotazione alle forze dell’ordine, arrogandosi una fantomatica “autonomia” stante la quale, a suo dire, egli poteva fare quel che voleva.

A causa di questa persecuzione, uno dei due vicini è stato costretto ad assumere ansiolitici e a lasciare temporaneamente l'abitazione divisa con il compagno per tornare a casa dei genitori nella speranza di ritrovare un po' di serenità.

Il comportamento vessatorio, che secondo gli inquirenti non aveva una "logica motivazione se non quella di arrecare disturbo ai due poveretti per farli cedere psicologicamente" ed è stato "conffermato anche da testimoni".

A febbraio l'aggressione a colpi di manganello

Il culmine si è raggiunto lo scorso 20 febbraio. In quell'occasione il 28enne, che pochi giorni prima aveva ricevuto un formale ammonimento del questore affinché si astenesse da tali comportamenti, ha atteso la coppia davanti l’ingresso della loro abitazione e dopo averli insultati con frasi omofobe, ha picchiato uno dei due con un manganello provocandogli una "infrazione della V^ e VII^ costola sinistra, trauma cranico non commotivo ed escoriazioni multiple” giudicate guaribili in 30 giorni, diagnosticate dai sanitari del pronto soccorso dell’ospedale di Acireale. Le indagini successive alla denuncia, condotte in sinergia tra carabinieri e autorità giudiziaria, ha consentito di consolidare il quadro probatorio a carico dell’indagato e di richiedere la misura cautelare concessa dal Gip del Tribunale di Catania.

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