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Giovedì, 20 Gennaio 2022
RAZZISMO / Pescara

Nega iscrizione in palestra a bambina rom: denunciato

"Voi zingari non siete persone civili e non siete capaci di integrarvi". Con questa motivazione il titolare di una centro sportivo ha rifiutato di iscrivere una bambina di 7 anni con problemi di salute.

"Non intendo iscrivere vostra figlia". Così il responsabile di un centro sportivo di  Pescara ha risposto a un rom che ieri pomeriggio si è recato nella struttura per iscrivere la figlia di sette anni alle lezioni di nuoto.

Il responsabile del centro sportivo ha letteralmente aggredito la famiglia rom: "Voi dovete abituarvi alle regole di noi italiani, perchè voi zingari non siete persone civili e non siete capaci di integrarvi. Pertanto non intendo iscrivere vostra figlia". Dopo l'episodio il giovane genitore ha raggiunto la caserma dei carabinieri e denunciato la discriminazione subita.

A rendere noto il caso è Vanessa Cirillo, responsabile per la regione Abruzzo della Fondazione romanì Italia, spiegando le conseguenze che ne sono derivate.

La Fondazione, ha raccontato Cirillo, ha inoltrato la segnalazione a Unar-Ufficio Nazionale Antidiscriminazione Razziale, che ha attivato i propri legali per denunciare i fatti alla magistratura e nelle prossime settimane promuoverà iniziative.

"La famiglia protagonista della vicenda - ha spiegato Cirillo - si era rivolta alla struttura sportiva per risolvere i problemi di salute della bambina, su consiglio del pediatra. Il capofamiglia per diversi anni ha lavorato in una nota catena nazionale di supermercati e attualmente è disoccupato. E' estraneo a fatti di illegalità e la famiglia è perfettamente integrata nel tessuto sociale cittadino". (da Il Pescara)

La Fondazione ritiene che quanto accaduto sia "il risultato verso la minoranza rom dell'istigazione all'odio razziale della politica abruzzese, della indifferenza delle istituzioni, della strumentalizzazione della società civile".

LA REPLICA - Il titolare della palestra, la Yale, su Il Centro ha dato la sua versione dei fatti: "Non c'era posto nei corsi di nuoto e danza, nessun razzismo. Ho tre bambine rom che frequentano la mia palestra senza problemi. Qui è un fatto di educazione", ha detto negando anche la presunta telefonata precedente all'arrivo nella struttura da parte della famiglia, ed aggiungendo di essere stato insultato ed urlato davanti alle persone presenti e per questo intende presentare querela. "Mi dispiace per la bambina, ma sono stati i genitori, e in particolare la madre a ricoprirmi di insulti e parolacce".

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