Domenica, 7 Marzo 2021
Milano

Sono positivi al coronavirus ma vanno a lavorare al ristorante: rischiano 18 mesi di carcere

I due sono stati denunciati a piede libero per aver violato l'isolamento fiduciario

Nonostante la positività al nuovo coronavirus erano andati a lavorare al ristorante, violando l'isolamento domiciliare fiduciario che avrebbero dovuto rispettare fino alla negatività del tampone. Ora sono nei guai: rischiano una detenzione in carcere dai tre ai diciotto mesi e una maxi multa.

Positivi al coronavirus vanno a lavorare: cosa rischiano

I carabinieri della Compagnia Milano Porta Monforte e del Nucleo Radiomobile di Milano, nell'ambito dei servizi per verificare il rispetto delle norme anti-contagio, hanno effettuato un controllo nel locale, un ristorante etnico in zona Turro, dove era stata segnalata la presenza di due persone positive al coronavirus. Dopo aver raccolto le testimonianze dei presenti e visionato le immagini registrate dall'impianto di videosorveglianza, i carabinieri hanno appurato che sia il titolare che uno dei suoi dipendenti - entrambi cittadini peruviani di 36 e 20 anni - si erano effettivamente recati e trattenuti all'interno del locale, per poi allontanarsi poco prima dell'intervento delle pattuglie, di fatto violando il provvedimento di isolamento domiciliare fiduciario emesso nei loro confronti dall'Ats a seguito di accertata positività al coronavirus.

I due sono stati denunciati a piede libero per il reato di "inosservanza di un ordine legalmente dato per impedire la diffusione di una malattia infettiva dell'uomo", punito dal Testo Unico delle leggi sanitarie con l'arresto da 3 a 18 mesi e con l'ammenda da 500 a cinquemila euro.

Dipendenti e clienti ora in isolamento

Contestualmente, il ristorante è stato sottoposto a sequestro preventivo per effettuare ulteriori verifiche igienico-sanitarie e in materia di tutela del lavoro da parte del Nas (Nuclei antisofisticazione e sanità dei carabinieri) e del Nil (Nucleo inserimento lavorativo). I clienti e gli altri dipendenti presenti nel ristorante sono stati invitati a rientrare presso le rispettive abitazioni in attesa di ricevere indicazioni dall’Ats per gli accertamenti sanitari del caso.

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