Giovedì, 4 Marzo 2021
Nuoro

Il positivo al coronavirus che muore durante i soccorsi: "Costretto ad arrivare da solo all'ambulanza"

È uscito di casa con la valigia, ha percorso 200 metri in una salita ripidissima e all'arrivo sulla cima è stramazzato al suolo rimanendo lì per circa 20 minuti, senza che nessuno si accorgesse di niente. Sul mezzo di soccorso non c'era il defibrillatore

Nella foto: Seui

Carlo Lobina, 65enne positivo al coronavirus è morto intorno alle 23 di sabato mentre veniva soccorso dall'ambulanza del 118, probabilmente per una crisi respiratoria. La notizia è stata anticipata dall'Unione Sarda e confermata all'agenzia di stampa Ansa dagli inquirenti. L'uomo si trovava in quarantena nella sua casa di Seui, poi la sua situazione si è aggravata fino all'intervento del 118. Per il paziente, però, non c'è stato nulla da fare. Sul fatto indagano i carabinieri della stazione di Seui diretti dai colleghi della Compagnia di Isili intervenuti sul posto ed è ora al vaglio della Procura di Lanusei

I familiari dell'uomo hanno incaricato l'avvocato Marcello Caddori di cercare di capire se ci sono responsabilità. Secondo la ricostruzione del legale, infatti, Lobina, emigrato in Germania dove vive con la moglie e i figli, era rientrato in Sardegna a luglio per restare qualche mese con l'anziana madre, quando ha contratto il virus. "Da qualche giorno era in quarantena nella sua abitazione di Seui, dopo essere entrato in contatto con un positivo ed essere risultato a suo volta positivo al tampone - spiega Caddori - Le sue condizioni si sono aggravate ieri pomeriggio, quando intorno alle 17 è stato visitato da una equipe medica che ha riscontrato una insufficienza respiratoria gravissima". "Si è quindi deciso per il ricovero all'ospedale SS. Trinità di Cagliari ma l'ambulanza - sostiene ancora l'avvocato - è arrivata da Nuoro solo alle 21.

Nelle vie strette del paese, poi, non si è riusciti ad avvicinare il mezzo all'abitazione di Lobina e gli è stato chiesto raggiungere l'ambulanza: così è uscito di casa con la valigia, ha percorso 200 metri in una salita ripidissima e all'arrivo sulla cima è stramazzato al suolo rimanendo lì per circa 20 minuti, senza che nessuno si accorgesse di niente - aggiunge Caddori - Sull'ambulanza non c'era il defibrillatore e si è proceduto con massaggio cardiaco, senza successo purtroppo".

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