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Lunedì, 30 Gennaio 2023

Presa la banda della Golf: ecco come agiva

Ormai erano diventati famosi con il nome di “Banda della Golf”, una squadra di rapinatori vecchio stile. Quasi tutti romani, con lo stesso modus operandi e con una sorta di firma, quell'auto usata in maniera pressoché esclusiva per fuggire dai luoghi dei colpi. A loro carico con certezza otto rapine. E otto sono anche i provvedimenti di custodia cautelare eseguiti dalla Squadra Mobile in collaborazione con i Carabinieri. Un'attività complessa, frutto di intercettazioni, pedinamenti e rilievi scientifici. Disarticolato il sodalizio criminale, specializzato nelle rapine alle guardie giurate ed all’assalto di portavalori.

I reati contestati 

Ai componenti della banda, di età compresa tra i 30 ed i 60 anni sono contestati a vario titolo i reati di associazione per delinquere finalizzata alla consumazione di rapine, aggravate dall’uso delle armi in danno di portavalori, e di porto e detenzione illegale di armi e ricettazione. Nel corso delle indagini condotte dalla sezione “Rapine” della Squadra Mobile è stato possibile ricostruire le mansioni di ciascun arrestato, ognuno con specifici ruoli in seno alla banda. Una banda proiettata ad assaltare i portavalori e gli esercizi commerciali per rapinarli, operando sempre con il volto travisato, servendosi di armi ed utilizzando spesso per la fuga una Volkswagen Golf.

Come agiva la banda della Golf 

Dalle indagini svolte è stato possibile ricostruire la dinamica di otto rapine, portate a termine dagli arrestati servendosi del medesimo modus operandi”, ovvero aggredendo la guardia giurata con al seguito le valigette portavalori, proprio in occasione delle consegne effettuate presso banche o esercizi commerciali, minacciandola con armi e privandola della pistola in dotazione, per poi asportare le cassette blindate contenenti ingenti somme di denaro e dileguarsi a bordo di un’autovettura, spesso rubata, che quasi sempre era appunto una VW Golf.

Le indagini 

Le investigazioni, corroborate dallo studio di innumerevoli traffici telefonici, da attività tecnica d’intercettazione e da servizi di pedinamento ed osservazione su strada, hanno permesso sia di fare luce su tutti i membri dell’intero organigramma del sodalizio criminoso che di ricostruire i quattro assalti alle guardie giurate con al seguito i portavalori e le altre quattro rapine consumate ai danni di esercizi commerciali, tutte portate a termine dai vari componenti della banda nel periodo ricompreso tra i mesi di agosto 2016 e marzo 2017, che hanno fruttato oltre 200.000 euro.

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