rotate-mobile
Domenica, 23 Gennaio 2022
Città Napoli

Mazzette per truccare i processi (anche di camorra): 26 arresti

Occultavano o manipolavano fascicoli in cambio di mazzette: questo il "traffico illegale" scoperto negli uffici giudiziari di Napoli. Agli atti ci sono intercettazioni e anche riprese video. In tutto 45 indagati

NAPOLI - Un vero e proprio terremoto ha investito gli uffici giudiziari di Napoli. Dipendenti pubblici, funzionari o commessi corrotti che, dietro sollecitazione di faccendieri e avvocati, intervenivano su fascicoli processuali, occultandoli o sottraendo atti in cambio di denaro e di altre regalie per condizionare il normale iter giudiziario.

E' quanto emerso nel corso di un'indagine condotta dal Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza del Comando provinciale di Napoli, su delega della Procura partenopea, che ha eseguito 26 ordinanze di custodia cautelare, di cui tre in carcere, 22 ai domiciliari e una misura interdittiva.

I reati contestati agli indagati sono associazione per delinquere, corruzione in atti giudiziari, violazione del segreto istruttorio, occultamento di fascicoli processuali e accesso abusivo ai sistemi informatici degli uffici giudiziari di Napoli, in particolare presso la Corte d'Appello e il Tribunale di Sorveglianza. Coinvolti quattro avvocati, alcuni cancellieri e un ispettore di polizia.

"UN INQUIETANTE FENOMENO DI CORRUZIONE" - Le indagini, svolte grazie a intercettazioni telefoniche e ambientali, acquisizione di documentazione e fascicoli processuali, pedinamenti e sopralluoghi da parte della polizia giudiziaria, hanno consentito di accertare "un diffuso e inquietante fenomeno di corruzione" negli uffici giudiziari di Napoli, Tribunale di Sorveglianza e Corte d'Appello, e di identificare i protagonisti degli illeciti: dipendenti pubblici, avvocati e faccendieri.

TABELLE PER LE MAZZETTE - Il "chiarissimo contenuto delle intercettazioni" ha permesso di individuare "oltre a una rete corruttiva - si legge in una nota della Procura partenopea - anche singoli e specifici episodi di corruzione di personale di cancelleria, attraverso i riferimenti ai numeri di procedimento, ai nominativi dei soggetti interessati", riscontrati dai pedinamenti e dall'esame degli atti processuali e non acquisiti nel corso delle indagini. Esistevano addirittura delle tabelle per stabilire le somme di denaro da ricevere in cambio di specifiche "prestazioni" compiute.

Gli indagati avrebbero anche assunto essi stessi la veste di sollecitatori delle attività illecite, proponendo agli avvocati o ai faccendieri, delle ipotesi 'interessanti' per i loro clienti, stabilendo il prezzo per ciascuna attività illecita paventata.

Dalla lettura delle conversazioni risultano chiaramente riferimenti a condotte illecite, dalle quali è possibile desumere - sottolinea in una nota il procuratore aggiunto, Alessandro Pennasilico - l'esistenza di "una vera e propria organizzazione, con precisa distribuzione di ruoli tra i dipendenti pubblici, a seconda dell'incarico e della qualifica ricoperti".

FAVORITI GLI IMPUTATI PER REATI DI CAMORRA - L'organizzazione dedita alla manipolazione di fascicoli processuali avrebbe anche favorito anche imputati per reati di camorra. Alcuni episodi agli atti dell'inchiesta sono relativi a procedimenti per reati di criminalità organizzata, riguardanti anche persone detenute. Gli indagati avrebbero fatto sparire fascicoli o singoli atti, in modo da ottenere continui rinvii e approdare o alla scadenza dei termini di custodia cautelare, o alla prescrizione dei reati contestati. (da NapoliToday)

Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Mazzette per truccare i processi (anche di camorra): 26 arresti

Today è in caricamento