Martedì, 2 Marzo 2021

Il professore che ha baciato una studentessa di 17 anni è stato condannato

Un anno e otto mesi di reclusione con pena sospesa in primo grado. La ragazza denunciò l'episodio prima a un amico e poi a una professoressa, facendo scattare le indagini a carico del docente

Un professore di una scuola superiore di Firenze è stato condannato con il rito abbreviato a un e otto mesi di reclusione (con pena sospesa) dal tribunale per l'accusa di violenza sessuale nei confronti di una studentessa della scuola che aveva 17 anni all'epoca dei fatti. Il tutto è avvenuto nel 2017 in un liceo di Firenze. Il docente, 47 anni, avrebbe baciato la ragazza dopo averla condotta in una stanza dell'istituto mentre era in corso un'assemblea degli studenti. 

L'agenzia di stampa Ansa scrive che nel corso dell'inchiesta l'insegnante, difeso dall'avvocato Jacopo Pastorini, si sarebbe scusato per il gesto col padre della 17enne. Sentito dal pubblico ministero Ornella Galeotti, titolare delle indagini, avrebbe sostenuto di aver baciato la studentessa col suo consenso. La 17enne però denunciò l'episodio prima a un amico e poi a una professoressa, facendo scattare le indagini a carico del docente. L'uomo nel frattempo è stato trasferito e attualmente insegna in un istituto fuori provincia. La storia veniva raccontata così dal Corriere di Firenze all'epoca: 

«Il prof mi ha portato nella stanza di sopra e mi ha baciato. Io sono rimasta impietrita, non ho avuto il coraggio di reagire». Quando la ragazza è uscita dalla stanza, ha raccontato ancora, l’insegnante l’avrebbe salutata dandole appuntamento per il martedì successivo di fronte alle macchinette del caffè. Lei, sconvolta, appena rientrata in assemblea tra i suoi compagni appena ha visto il suo amico del cuore e prima di raccontargli tutto è scoppiata in lacrime. È stato lui a chiedere aiuto a una professoressa della classe che a sua volta si è rivolta alla preside che ha fatto partire la segnalazione in Procura.

Dopo l’accaduto il prof si è difeso spiegando che stava passando un momento molto difficile a causa della separazione dalla moglie. Nei giorni successivi aveva anche mandato un sms di scuse ai genitori della ragazza ammettendo le sue colpe: «Ho sbagliato, non volevo farlo». Ma dopo aver ricevuto l’avviso di conclusione delle indagini ha cambiato atteggiamento. E nella memoria difensiva inviata al pm si è difeso sostenendo che l’alunna era consenziente. Lei invece, davanti al giudice, ha ribadito che non c’era alcun consenso e che si è trattato di violenza e basta.

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