Lunedì, 14 Giugno 2021
Arte

Recuperato in Italia capolavoro rubato dai nazisti in Polonia

Ritrovato presso una casa d'asta tra i quartieri milanesi di Brera e via dei Fiori Chiari un quadro di Pieter Mulier: dell'opera del "Cavalier Tempesta" si erano perse le tracce dopo la seconda guerra mondiale

MILANO - Era stato trafugato dai nazisti dalla collezione del Museo Nazionale di Breslavia durante l'ultimo conflitto mondiale. Il capolavoro è stato recuperato dai finanzieri del comando provinciale di Roma presso una casa d'asta del quadrilatero delle botteghe antiquarie di Milano, tra i quartieri di Brera e via dei Fiori Chiari.

L'OPERA - Del dipinto - un olio su tela dal titolo "Paesaggio marino con pastori e armenti" di Pieter Mulier (nato ad Haarlem nel 1637 e morto a Milano nel 1701, meglio noto come Cavalier Tempesta) - si erano perse le tracce al termine della guerra, depennato dall'elenco di evacuazione di Henrykov, uno sterminato caveau ubicato nei sotterranei dell'omonima abbazia, dove vennero trasferite tutte le opere delle chiese e dei musei della Slesia per proteggerle dagli attacchi aerei. 

COME IL FILM - La storia sembra ripercorrere quella raccontata nel film Monuments Man di George Clooney, interamente incentrato sulla "caccia ai capolavori trafugati". Con numerosissimi altri capolavori razziati dai nazisti l'opera venne classificata come "perdita di guerra" e, da quel momento, iniziò il suo peregrinare nei salotti tedeschi della borghesia del tempo, fino a ricomparire in Svizzera - nel corso degli anni '90 - nella raccolta di un facoltoso imprenditore.

DI MANO IN MANO - Da quel momento è passata più volte di mano, fino ad essere intercettata dalle fiamme gialle del nucleo polizia tributaria di Roma che, con l'ausilio di un noto storico dell'arte, hanno individuato la firma ormai solo parzialmente visibile al di sotto della pellicola pittorica. 

SALVATO DALL'ASTA - Sequestrato lo scorso 30 marzo, alla vigilia di un'asta che l'avrebbe reimmessa nel mercato clandestino, il dipinto è stato riconosciuto dai funzionari dell'Ambasciata della Repubblica di Polonia in Italia e dalla delegazione di esperti giunti da Varsavia. Dopo settant'anni, è stato restituito al Museo di Breslavia nel corso di una cerimonia che si è tenuta a Roma, presso la sede dell'Istituto Polacco. (da Roma Today)

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