Venerdì, 7 Maggio 2021
Roma

Raffaele Zagaria, l'infermiere di 40 anni stroncato dal Covid. Il dolore dei colleghi: "Era un uomo per bene"

Originario della provincia di Caserta lavorava nel reparto di medicina dell'ospedale Grassi di Ostia dove probabilmente si è contagiato. Lascia la moglie e due figlie piccole

Raffaele Zagaria

Morto a 40 anni dopo aver contratto il virus in corsia. Un professionista "preparato e irreprensibile, sempre cordiale, educato, mai fuori luogo": così i colleghi ricordano Raffaele Zagaria, l'infermiere di 40 anni deceduto dopo aver combattuto contro il Covid per più di un mese.  Il 40enne, sposato e con due figlie piccole, era iscritto all’Ordine di Caserta e lavorava nel reparto di medicina dell’ospedale Grassi di Ostia. Era ricoverato da oltre un mese in rianimazione e molto probabilmente ha contratto l’infezione nel reparto che la direzione del nosocomio è stato costretto a chiudere il 22 gennaio scorso per l’esplosione di un cluster.

L’uomo si è spento al Policlino Umberto I di Roma dopo una lunga lotta contro la malattia. Durante la pandemia era stato sempre in prima linea assistendo i pazienti con dedizione e professionalità. Il virus purtroppo non gli ha lasciato scampo. Originario di San Cipriano d’Aversa, nel Casertano, Zagaria amava profondamente la sua famiglia e le sue due bambine.

Decine i messaggi di sconcerto e dolore da parte di chi lo conosceva, gli voleva bene e lo stimava, dall’Ordine degli Infermieri di Caserta, che “si stringe in un abbraccio ai familiari e ai colleghi per piangere Raffaele” al personale del Grassi passando per i tanti colleghi che hanno condiviso con lui la quotidianità.

Ostia, infermiere di 40 anni muore di Covid. Il dolore dei colleghi: "Un uomo per bene"

"Oggi si lavora con una tristezza infinita nel cuore, riposa in pace Raffaele", è l’addio di una collega, e ancora: "Collega fedele, uno che non si ritira mandando altri in prima linea, un professionista di alto livello, un uomo per bene. Amatissimo Raffaele, non ci sei più, avevi solo 40 anni".

"Il timore che avevo già in passato si sta avverando - commenta Rita Solaro, sindacalista e referente di Nursing Up Lazio - gli ospedali pubblici sono stati depauperati di tutto e noi siamo stanchi. Rispetto alla prima ondata per noi non è cambiato assolutamente niente, non abbiamo avuto il tempo materiale per respirare, ci sono stati casi in cui i reparti sono tornati per breve tempo quasi normali e poi è ricominciato tutti, ma i colleghi non ce la fanno più, fisicamente e mentalmente".

La notizia del decesso di Raffaele Zagaria è stata un duro colpo per tutti i suoi colleghi. "Una cosa era l’inizio, quando abbiamo tutti dovuto affrontare una cosa che non conoscevamo, ma è passato un anno - conclude Solaro - Siamo sempre a rischio, molti hanno crisi di sconforto e di pianto quando devono vestirsi da capo a piedi, e se la gente prima ci guardava e applaudiva dai balconi ora addirittura ci insultano. Alcuni colleghi vengono minacciati perché dicono di mettere la mascherina".

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