Giovedì, 21 Ottobre 2021
Violenze polizia

"Abbiamo visto tre agenti pestare un uomo ammanettato": l'incubo di Cucchi e Magherini

Strano scherzo del destino per Guido Magherini, papà del giovane morto a Firenze durante un fermo, e Ilaria Cucchi, sorella di Stefano. I due, secondo quanto denunciano, avrebbero assistito a un pestaggio violento e immotivato

ROMA - Per loro sarà stato come assistere dal vivo a quelle scene che hanno potuto solo immaginare o guardare grazie a un video amatoriale. A quelle scene che mai dimenticheranno perché, ne sono convinti, è così che sono morti i loro cari. Strano scherzo del destino per Guido Magherini e Ilaria Cucchi che mercoledì pomeriggio a Roma - insieme all'avvocato "di chi è morto due volte", Fabio Anselmo - avrebbero assistito a un pestaggio di tre agenti di polizia penitenziaria su un uomo già ammanettato e immobilizzato a terra. 

A rendere il tutto ancora più "incredibile", il fatto che il papà di Riccardo Magherini, l'uomo morto a Firenze lo scorso tre marzo durante un fermo dei carabinieri, e la sorella di Stefano Cucchi, il geometra romano morto nell'ottobre del 2009 al Pertini dopo una settimana di detenzione durante la quale potrebbe aver subito violenze, stessero tornando da una cerimonia per il terzo anniversario della morte di Dino Budroni, il quarantenne morto dopo un inseguimento e una sparatoria sul Gra con la polizia

A raccontare a RomaToday quanto visto, è la stessa Ilaria Cucchi. "Eravamo in auto di ritorno da una cerimonia religiosa, all'altezza del Verano, Guido, che era seduto dietro, ha improvvisamente strillato: "Ferma, ferma guarda che gli fanno", indicando un uomo a terra con tre agenti della polizia penitenziaria che lo pestavano con calci e ginocchiate". Una scena da brividi vista da Ilaria, che ha poi fermato l'auto con la quale stava accompagnando il padre di Riccardo alla stazione per prendere il treno e tornare a Firenze.

Magherini, racconta ancora la sorella di Stefano Cucchi, si è quindi precipitato sul luogo del "pestaggio". "Ci siamo avvicinati al ragazzo che era sdraiato in terra a pancia in giù con le braccia ammanettate dietro la schiena ed il volto sanguinante. Guido era sconvolto e ripeteva agli agenti di metterlo seduto perché il figlio era morto così".

"Guido si è subito avvicinato al ragazzo per vedere se respirava, notando sul suo volto un espressione e un sorriso di speranza che il pestaggio potesse essere finito" ricorda la donna. Poi la risposta degli agenti: "Non siamo stati noi a ferirlo, sappiamo quello che dobbiamo fare".

Ilaria Cucchi ha poi chiamato il 118 richiedendo aiuto per il ragazzo. "Giovedì - conclude la donna - sono andata al commissariato Porta Maggiore ed ho sporto denuncia".

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