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Martedì, 30 Novembre 2021
Città Bologna

Rapina la banca, poi confessa al giudice: "Mio figlio è malato, la paga da operaio non basta"

Era stato fermato dopo aver provato con un complice a rapinare una banca durante la pausa pranzo dal cantiere in cui lavorava. Per lui il giudice ha disposto i domiciliari

Rapinatore per disperazione. Questa la storia di M.S. 25enne di San Cipriano d'Aversa, che aveva tentato di rapinare la filiale di una banca Unicredit nel centro di Bologna. Lo stipendio da muratore non bastava più a sostenere la sua famiglia con tre figli, di cui uno affetto da una particolare forma di diabete che necessita di continue visite mediche, ha raccontato al giudice del tribunale di Bologna durante l'udienza di convalida dopo il suo arresto per tentata rapina e lesioni ai danni una cassiera, caduta dopo essere stata spinta durante la rapina. Lo riferisce Attilio Nettuno su CasertaNews

Durante la pausa pranzo dal cantiere in cui lavorava poco lontano, M.S. e un complice sono entrati armati di un seghetto nella filiale del gruppo Unicredit di via Rizzoli a Bologna. Insieme al complice, G.P., 29enne di Casal di Principe, M.S. è riuscito ad asportare dei blister contenenti delle monetine, per un totale di 480 euro. I due sono poi fuggiti a piedi. M.S. è stato bloccato poco dopo dai passanti e dalla polizia, mentre il complice è riuscito a fuggire, per poi andare a costituirsi.

Al termine dell'udienza di convalida, il gip ha sostituito per M.S. la misura in carcere con quella meno afflittiva degli arresti domiciliari a San Cipriano d'Aversa. Per G.P., detenuto nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, il gip del tribunale di Napoli Nord ha confermato la custodia cautelare in carcere con l'invio degli atti al tribunale di Bologna per la decisione del caso .

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