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Lunedì, 6 Dicembre 2021
Treviso

La rapina da un milione di euro in casa del petroliere: preso in ostaggio insieme alla famiglia

L'incubo vissuto da Giancarlo Miotto insieme alla moglie e alla figlia di 7 anni, minacciati dai rapinatori armati di pistola. Le telecamere hanno registrato tutto

Denaro, orologi e gioielli per un ammontare di circa un milione di euro: questo il bottino della rapina avvenuta nella serata di domenica 14 novembre nella residenza del petroliere Giancarlo Miotto di Mogliano Veneto, in provincia di Treviso. Un commando composto da quattro uomini ha assaltato la villa, prendendo in ostaggio il 79enne insieme alla moglie Irina di 51 anni, la figlia di 7 anni, la tata e la colf.

Un incubo durato circa 40 minuti in cui i rapinatori avrebbero anche minacciato la bimba, che si lamentava del trattamento che i banditi stavano riservando alla madre, trascinata da una stanza all'altra, con la pistola puntata contro, affinché aprisse le casseforti. ''Stai zitta sennò ti sistemo io'', avrebbero detto alla piccola.I malviventi erano penetrati all'interno forzando con un piede di porco la porta-finestra della cucina, l'unica apertura non chiusa con gli scuri: hanno subito spiegato che si trovavano li per una rapina e si sono fatti consegnare gli smartphone.

Mentre uno dei rapinatori sorvegliava Miotto, la figlia e la domestica, in un salottino in cui si trovavano, un secondo si aggirava per la casa mentre altri due hanno preso in ostaggio la 51enne, costretta ad aprire una cassaforte e quindi il caveau, dotato di allarme collegato direttamente con le forze dell'ordine. Proprio lo scattare di quest'ultimo, alle 19.39, ha costretto i malviventi a fuggire via attraverso il retro della villa. Durante la fuga sono stati abbandonati nel giardino alcuni sacchetti contenenti abiti. A vedere i banditi scappare un altro domestico tuttofare che lavora nella villa, Sami, originario dello Sri Lanka: ogni sera si occupava di far uscire i pastori maremmani della famiglia Miotto. Lo straniero si è trovato a tu per tu con uno dei banditi, in garage.

''Ci hanno detto che erano rapinatori di mestiere e che da sempre facevano questo - racconta Giancarlo Miotto - tra loro parlavano in albanese. Uno di loro è stato quasi sempre al telefono durante la rapina''. Ciò fa ipotizzare l'esistenza di un basista o di un complice che faceva da palo all'esterno della villa. Sull'episodio indagano ora i carabinieri di Treviso, subito intervenuti allo scattare dell'allarme. Già acquisiti i filmati delle telecamere di videosorveglianza presenti all'interno della villa. Purtroppo per Miotto, allo choc della rapina subita, si è aggiunto anche il dispiacere della scomparsa dell'amato cagnolino Diamond, un chihuahua di un anno e due mesi che si è allontanato, forse spaventato, proprio durante le fasi concitate della rapina.

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