Venerdì, 7 Maggio 2021
Milano

Commessa accoltellata durante una rapina da Yamamay ma la collega affronta il bandito e lo mette in fuga

È stato arrestato il malvivente che aveva ferito una 28enne rea di aver fatto scudo col proprio corpo davanti alle casse. Era stata una collega a difenderla usando la colonnina per appoggiare il dispenser del gel disinfettante come arma

È stato arrestato dalla polizia il rapinatore che la sera dell’11 febbraio scorso era entrato con un coltello nel negozio Yamamay di piazza Cordusio a Milano ferendo, per fortuna non gravemente, una commessa. Era stata poi la collega a metterlo in fuga e ora grazie alle immagini delle videocamere di sorveglianza sono scattate le manette. 

Come riporta Milanotoday in cella è finito un 46enne italiano con numerosi precedenti che ora si arricchiscono delle accuse di tentata rapina aggravata e lesioni gravi e aggravate. 

Il 46ennne infatti non si sarebbe fatto problemi ad accoltellare la dipendente del negozio, una 28enne, che gli aveva sbarrato la strada per le casse. La giovane era stata ferita con una coltellata all'altezza dell'ascella che le aveva procurato ferite poi giudicate guaribili in 21 giorni. Una collega era intervenuta in sua difesa usando la colonnina per appoggiare il dispenser del gel disinfettante come arma contro la testa del malvivente, mettendolo in fuga. Subito dopo il blitz, il rapinatore - anche lui ferito a una mano - era fuggito e aveva fatto perdere le proprie tracce. 

Il lavoro degli investigatori della Squadra Mobile, coordinati dai pm Laura Pedio e Rosaria Stagnaro, è partito proprio dall'isolare le tracce ematiche ritrovate sul pavimento del punto vendita Yamamay e dalla visione delle immagini registrate dalle telecamere di sicurezza del negozio, che hanno immortalato dall'inizio alla fine il tentativo di rapina. Parallelamente, con la collaborazione dell'ufficio statistiche ed analisi criminale, gli agenti hanno cercato un profilo criminale che potesse corrispondere - sia come caratteristiche fisiche che come modus operandi - al bandito entrato in azione. 

Tutti gli indizi hanno pian piano portato al 46enne, che mercoledì è stato rintracciato dai poliziotti della sezione falchi a casa di un amico - anche lui pregiudicato - al Corvetto. Il fermato ha cercato inutilmente di nascondersi sotto il letto, ma è stato trovato e bloccato. L'uomo aveva una mano fasciata - proprio quella ferita durante la tentata rapina alla Yamamay - e gli agenti hanno accertato che si era fatto curare in un ospedale fuori Milano, dove si era registrato con un nome falso e aveva detto di essersi fatto male accidentalmente spaccando una vetrata. In casa i poliziotti hanno trovato anche gli indumenti che il bandito indossava al momento del colpo. 

L'ultima conferma è arrivata quando la Scientifica ha confrontato un suo campione di sangue con le tracce ematiche trovate sul pavimento del negozio: il "match" ha stabilito che il ricercato era proprio lui. Per il 46enne - che era anche destinatario di un provvedimento di sospensione dell'affidamento in prova e che da mesi era sparito dal suo indirizzo di residenza - si sono così aperte le porte del carcere.  

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