Giovedì, 25 Febbraio 2021
Torino

I giocatori online col reddito di cittadinanza: "Movimentati fino a 100mila euro"

Li ha scoperti la Guardia di Finanza di Lanzo Torinese che ha denunciato 7 persone nelle Valli di Lanzo e nella zona di Ciriè: ora rischiamo fino a 6 anni di reclusione

I furbetti del reddito di cittadinanza tornano alla ribalta: hanno movimentato somme fino a 100mila euro al gioco d'azzardo. Alcuni cittadini percepivano il sussidio senza averne diritto. Li ha scoperti la Guardia di Finanza di Lanzo Torinese che ha denunciato 7 persone nelle Valli di Lanzo e nella zona di Ciriè, in provincia di Torino, che ora rischiamo fino a 6 anni di reclusione.

Lanzo Torinese: reddito di cittadinanza a finti poveri, 7 denunciati

Che cosa hanno scoperto? Dagli accertamenti svolti dai Finanzieri della Tenenza di Lanzo Torinese è emerso che cinque persone si fingevano povere. Si trattava in realtà di accaniti giocatori d'azzardo, soprattutto sulle piattaforme di gioco on-line, che puntavano somme che complessivamente sono arrivate fino a 100mila euro. C'è chi poi ha pesino omesso il piccolo particolare di essere sottoposto a misura cautelare disposta dall'Autorità Giudiziari nell'istanza di ammissione al beneficio, dettaglio che impedisce l'accoglimento dela domanda per percepire il reddito di cittadinanza.

I sette percettori del sussidio, pertanto, tutti residenti nelle Valli di Lanzo e nel ciriacese, che fino ad oggi hanno indebitamente riscosso quasi 100.000 euro, sono stati denunciati alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ivrea e segnalati all'Inps per la revoca e la conseguente restituzione degli importi illegalmente ottenuti. Cinque di loro, "simulando una condizione di povertà non corrispondente al vero e dichiarando falsamente il possesso di esigue risorse finanziarie sui loro conti correnti - scrivono gli investigatori in una nota -, erano, invece, accaniti giocatori d’azzardo, soprattutto sulle piattaforme di gioco on-line, dediti a puntare cospicui importi non congrui rispetto alla loro dichiarata situazione di indigenza".

Chiunque presenti dichiarazioni o documenti falsi o attestanti cose non vere oppure ometta informazioni dovute è punito con la reclusione da due a sei anni. È prevista, invece, la reclusione da uno a tre anni nei casi in cui si ometta la comunicazione all’ente erogatore delle variazioni di reddito o patrimonio, nonché di altre informazioni dovute e rilevanti ai fini della revoca o della riduzione del beneficio. In entrambi i casi, è prevista la decadenza dal beneficio con efficacia retroattiva e la restituzione di quanto indebitamente percepito.

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