Giovedì, 21 Ottobre 2021
Milano

Reddito di cittadinanza con documenti falsi, ma non sanno l'italiano

Cinquanta denunce e otto perquisizioni a Milano. L'indagine condotta dalla polizia postale

Incassavano il reddito di cittadinanza senza averne diritto, presentandosi agli uffici postali con documenti falsi, ma sono stati scoperti perché non parlavano italiano. Così per oltre 50 persone è scattata una denuncia della polizia di Stato, che ha anche perquisito le abitazioni di altre otto. L'indagine è partita proprio perché negli uffici postali diverse persone riscuotevano il sussidio "anti povertà" dietro presentazione di carte d'identità italiane, ma non sapevano parlare la nostra lingua. Gli investigatori sono riusciti a risalire a cinquanta persone che hanno ricevuto, o cercato di ricevere, il reddito di cittadinanza nonostante fossero prive dei requisiti necessari.

È stato così smantellato un vero e proprio sodalizio criminale che organizzava l’ingresso in Italia di soggetti provenienti dalla Romania, dall’Austria e dalla Germania per recarsi negli uffici postali milanesi al fine di ricevere la carta, che ritiravano dietro presentazione di documenti falsificati. L’indagine, coordinata dalla procura della Repubblica di Milano e dal servizio polizia postale e della comunicazioni di Roma, è iniziata a settembre 2020 e ha portato nel tempo all’arresto di due persone trovate in possesso di documentazione falsa, all’esecuzione di otto perquisizioni e al ritrovamento di carte prepagate, ricevute di presentazione dell’istanza del reddito di cittadinanza, nonché dei messaggi che gli interessati si scambiavano via chat per concordare viaggi e permanenza sul territorio.

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