Mercoledì, 3 Marzo 2021
Roma

Seviziata e costretta a prostituirsi dai suoi vicini che si fingevano amici: l'incubo di Regina

Ustionata con un ferro da stiro e un cucchiaio rovente. Picchiata e torturata quando non riusciva a portare ai suoi aguzzini 800 euro al mese. L'agghiacciante storia di Regina

Seviziata, picchiata e costretta a prostituirsi per pochi euro. Per mesi Regina, 28enne di Albano Laziale, ha vissuto in un incubo, vittima di tre aguzzini spietati. Una vicenda agghiacciante venuta alla luce in tutto il suo orrore solo questa estate. 

Per i tre aguzzini - Roberta, la vicina di casa e amica, sua madre e il fidanzato - sono scattate le manette lo scorso 20 luglio dopo una laboriosa indagine. Pochi giorni prima, ambulanze e forze dell'ordine erano arrivati in casa di Regina, grazie a una segnalazione, e l'avevano trovata con il volto tumefatto e gravi ustioni sul corpo. La prima ipotesi investigativa è stata quella di un'aggressione, forse da parte di due extracomunitari. A dare i primi indizi - fuorvianti - alla polizia, come testimoniato da "Chi l'ha visto?", era stata proprio Roberta, la vicina di casa di Regina, che si professava sua amica. 

La realta era invece ben diversa. Roberta e sua madre, approfittando dela situazione di particolare fragilità e vulnerabilità di Regina, avevano instaurato con lei una relazione di dipendenza psicologica, inducendola a prostituirsi a loro esclusivo vantaggio economico. A loro si era poi unito Antonio (che sui social si fa chiamare Roberto), il fidanzato di Roberta. Era lui a picchiare Regina ogni volta che non riusciva a dare ai suoi aguzzini 800 euro al mese. Un giorno, racconta la ragazza, "mi ha messo due stracci in bocca per non far sentire le urla e mi ha portato nello sgabuzzino, mi ha tirato giù i pantaloni e mi ha bruciato con un ferro da stiro rovente sui glutei e sulla schiena. Calci e pugni in volto, ferite con un coltello e un cucchiaio incandescente sulla fronte".

Ora tutti e tre devono rispondere in concorso di "induzione e sfruttamento dell'attività di prostituzione, di lesioni gravi, violenza privata e minaccia", con l'aggravante di aver "adoperato sevizie e agito con crudeltà". 

Su Facebook intanto il profilo di Roberta è stato preso d'assalto, con oltre 200 commenti di chi chiede giustizia e pene severe per lei, la madre e il fidanzato. 

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